Vendemmia anomala: calo fino al 30%. «Uva di qualità, ma consumi in stand by»

L’ANNATA. Raccolta iniziata con 15 giorni di anticipo: il caldo rallenta la produzione, ma richiede meno trattamenti. «In campo dalle 6 del mattino per evitare le ore più afose». «Interesse degli stranieri per il vino bergamasco».

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La vendemmia 2026 verrà ricordata per il clima torrido che ha causato un calo della produzione fino al 30%. La vite, che ha subìto ben tre ondate di caldo negli ultimi tre mesi, ha prodotto quantitativi ridotti, anche se la qualità è decisamente buona. La carenza di pioggia ha permesso di effettuare meno trattamenti in campo contro i parassiti e la raccolta, iniziata con 15 giorni di anticipo, prosegue spedita, sfruttando in particolare la fascia di orario che va dall’alba al pranzo. Sul fronte commerciale si naviga a vista tra riduzione dei consumi di alcol e lo stallo dei mercati esteri.

Il colore della buccia racconta la qualità

«A causa del caldo registriamo un calo della produzione tra il 25 e il 30% - conferma Sergio Cantoni, direttore della Cantina Sociale Bergamasca -. Il clima torrido ha messo le viti in una condizione di difficoltà e di conseguenza abbiamo dovuto anticipare la vendemmia di due settimane abbondanti. La giornata si svolge così: «In campo si lavora dalle 6 del mattino fino alle 14, evitando il calore del pomeriggio, tranne in rare eccezioni dove abbiamo la possibilità di utilizzare la vendemmiatrice meccanica – prosegue Cantoni -. Negli ultimi due giorni la temperatura fortunatamente è scesa, anche se solo di un paio di gradi, tanto che l’uva in cantina arriva a più di 32 gradi». Un sospiro di sollievo per il fatto che «la pioggia prevista per le prossime ore non dovrebbe creare problemi, nella speranza che vento e grandine non arrechino danni ai grappoli». «Bene il fatto che di notte il clima si sia rinfrescato, garantendo un’escursione termica che mancava nelle ultime settimane – conclude Cantoni -. Le uve sono sane e la qualità è molto buona. Avremo bianchi aromatici molto corposi, con una gradazione più che buona, dai 12 ai 13 gradi, che nel bicchiere avranno un colore più spiccato proprio per l’annata calda che ha fatto maturare bene anche le bucce. Otterremo dei bei rossi con il nostro Valcalepio sugli ottimi livelli del 2023. Speriamo di avere riscontri positivi dal mercato, oggi un po’ fermo per quanto riguarda sia i consumi interni sia l’export».

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Emanuele Medolago Albani, dell’omonima azienda vitivinicola di Trescore Balneario, aggiunge che «la resa tra uva e vino quest’anno è più bassa, ma in generale dipende dall’appezzamento di terreno, in funzione dell’esposizione: nei fondovalle la resa è superiore rispetto alle viti più in alto». C’è da dire che «l’uva è bellissima e sarà una grande annata». «Proseguiamo sulla strada tracciata che sta portando grande interesse anche da parte degli stranieri per il vino bergamasco: ogni giorno riceviamo enoturisti da tutta Europa».

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