Incubo siccità nella Bergamasca: al limite l’acqua per l’agricoltura

IL BOLLETTINO. In una settimana le risorse idriche sono calate dell’8 per cento. Reduzzi: «Da domani saranno razionati i prelievi dal fiume Brembo».

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Nell’ultima settimana non ha mai piovuto e ha continuato a fare caldo: le scorte d’acqua non potevano che diminuire e infatti il Bollettino sulle riserve idriche destinate all’agricoltura emesso giovedì 6 agosto dall’Agenzia regionale per l’ambiente conferma un’ulteriore riduzione dell’8% rispetto a fine luglio. Attualmente, negli invasi artificiali lombardi dei produttori idroelettrici rimangono 441 milioni di metri cubi di acqua disponibile e nei laghi alpini (Sebino, Maggiore, Como e Idro) sono presenti 292 milioni di metri cubi di acqua utile all’irrigazione dei campi di pianura.

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La neve è finita già a metà giugno e così in tutto ci sono 733 milioni di metri cubi d’acqua, la metà dei 1.552 milioni di metri cubi solitamente registrati in questo periodo dell’anno nella nostra regione. I record negativi del 2022 si stanno velocemente avvicinando: ai primi di agosto di quattro anni fa erano rimasti 555 milioni di metri cubi di acqua.

Razionamenti di Brembo e Serio

Sono alcuni dei dati messi sul tavolo giovedì 6 agosto dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po che ha incontrato tutti gli utilizzatori, a fini irrigui, della risorsa idrica derivante anche dai fiumi Adda, Brembo, Serio e Oglio, i principali corsi d’acqua che attraversano la Bergamasca. All’incontro ha partecipato anche Mario Reduzzi, direttore del Consorzio di bonifica della Media pianura bergamasca e direttore di Anbi Lombardia, che al termine dell’incontro ha commentato: «Le risorse idriche disponibili per l’agricoltura sono ormai ridotte al lumicino: da sabato (8 agosto) il Consorzio della Media pianura bergamasca dovrà razionare l’acqua prelevata dal Brembo, come già fatto per il Serio una settimana fa».

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Su 300mila utenti del Consorzio, circa 50 mila sono utenze legate al mondo agricolo: il razionamento scattato sabato 1° agosto con l’acqua del Serio ha riguardato un migliaio di utenze, da sabato 8 quello del Brembo costringerà circa duemila utenze a gestire le proprie coltivazioni con la metà dell’acqua normalmente disponibile. «Con l’acqua che preleviamo dal Brembo – aggiunge Reduzzi – riusciamo a chiudere i turni di distribuzione programmati fino a sabato (8 agosto), poi purtroppo anche qui i tempi di attesa raddoppieranno».

Previsioni meteo sconfortanti

L’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha preso atto anche delle sconfortanti previsioni meteorologiche, secondo cui l’ondata di calore eccezionale durerà almeno fino a Ferragosto, se non addirittura fino alla seconda decade di questo mese. «Purtroppo – aggiunge Reduzzi – non potendo contare su bacini artificiali che ci consentirebbero di raccogliere l’acqua in eccesso nelle fasi di maltempo, oggi non ci rimane che sperare nella pioggia». L’augurio è che possano arrivare presto piogge continue e persistenti, il timore è che arrivino bombe d’acqua devastanti che aggraverebbero ulteriormente la situazione già difficile dei campi.

Va meglio nella Bassa

«Difficile ma non tragica – osserva però Gabriele Borella, presidente di Coldiretti Bergamo – perché è soprattutto la fascia di Bergamo e Zanica, quella che dipende dall’adduzione dei fiumi, a essere in forte difficoltà, mentre nella Bassa possiamo contare sui pozzi e sugli impianti di irrigazione a pioggia. Allo stato attuale possiamo trovare un altro elemento positivo nel fatto che le piantagioni di mais ormai mature potranno essere mietute o trinciate regolarmente nei prossimi giorni e che la vendemmia sarà effettuata con qualche settimana di anticipo; al contrario, se non cambiano le condizioni meteo, è certo che non ci sarà un secondo raccolto di questo cereale perché, se venisse seminato adesso, non ci sarebbe l’acqua necessaria a farlo crescere».

Difficoltà anche per il foraggio

Stessa situazione per i prati destinati a produrre foraggio: l’erba non cresce e chi riuscirà a effettuare altri tagli troverà dei raccolti estremamente magri. «A cascata – aggiunge Borella – le ricadute saranno sull’intera filiera agroalimentare, anche se adesso è prematuro quantificare i danni possiamo già affermare che le nostre aziende andranno in forte difficoltà economica e che l’output produttivo rischia di essere dimezzato rispetto al solito». «Va anche detto – conclude Borella – che quest’anno ogni centilitro di acqua è stato gestito al meglio, nulla è andato sprecato. Purtroppo il gran caldo si è combinato con un periodo estremamente avaro di precipitazioni».

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Su questo fronte, il Bollettino delle riserve idriche pubblicato giovedì 6 agosto da Arpa Lombardia non dà speranze: la prossima settimana la probabilità di precipitazioni «significative» (cioè superiori a 5 millimetri nelle 24 ore) è bassa tutta settimana sia sulle Prealpi che nella pianura bergamasca. Soltanto venerdì 7 e lunedì 10 potrebbe esserci il passaggio di qualche perturbazione destinata però a non invertire un trend che rischia di far ricordare l’estate del 2026 come la più siccitosa degli ultimi anni, superando anche i record negativi raggiunti nel 2022.

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