Germania, una scelta di campo definitiva
MONDO. Un Antonov da trasporto del tipo An124 carico di munizioni sarebbe saltato in aria all’aeroporto di Lipsia se il drone ai primi di agosto non fosse stato identificato e reso inoffensivo.
Lettura 2 min.L’accusa di Berlino è esplicita: il coinvolgimento della Russia è comprovato. Adesso è ufficiale: Mosca attenta alla sicurezza della Germania. Un punto di svolta epocale. La prima «Zeitenwende» è stata proclamata al Bundestag il 27 febbraio 2022 dal cancelliere Olaf Scholz con la decisione di procedere al riarmo della Germania. I tedeschi di loro sono tendenzialmente lenti nel prendere decisioni ma poi implacabili nell’eseguirle.
Non va quindi sottovalutata la determinazione del governo Merz di far fronte alla guerra ucraina con un chiaro indirizzo di politica estera che vede nella Russia il principale pericolo per una pace in Europa. Il governo giallo-rosso-verde a guida socialdemocratica si era poi mostrato prudente nei rapporti diplomatici. La linea era: armiamoci ma teniamo una porta aperta alla trattativa. Il cancelliere Friedrich Merz è più risoluto e ha scelto il modello anglosassone quale nuova identità politica della Germania post guerra ucraina, nonostante Trump. Il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham ha scelto come sua prima visita all’estero Kiev per dichiarare di aver autorizzato la produzione di missili intercettori direttamente in Ucraina. Cosa che gli americani con Trump non fanno con i loro Patriot. Sembra che i produttori Usa temano poi la concorrenza di nuove armi derivate dai loro brevetti, cosa nella quale gli ucraini hanno dimostrato essere maestri.
Dal 2022 ad oggi i britannici hanno avuto cinque primi ministri compreso Boris Johnson dimissionario il 7 luglio 2022. Ma la linea sul conflitto ucraino non ha subito una scalfittura. Londra è antirussa e in questo si mantiene nella tradizione della potenza insulare che vede nell’invasione voluta da Putin il pericolo maggiore per la sua indipendenza sul continente europeo. La chiusura del consolato russo di Bonn e di altre istituzioni della Federazione Russa su territorio tedesco nulla muta nella geografia dei rapporti diplomatici che restano tesi. Quello che colpisce è la scelta di campo definitiva del governo tedesco e la sua condivisione del progetto franco-britannico dei cosiddetti «volenterosi», il che implica anche il coinvolgimento militare su suolo ucraino. Una forza di sicurezza per garantire una zona franca ipotetica in caso di trattativa. Mosca ripudia la presenza di forze occidentali alle sue frontiere ed è quindi chiaro che l’idea di fondo è far presente alla Russia che gli europei non demordono e non intendono farsi intimidire. Sono 334mila i casi di attacchi ibridi cibernetici attribuibili a hacker collegati a Mosca. I danni causati sono circa 200 miliardi di euro. Ultimo l’altro ieri, per la cronaca un attacco alla centrale elettrica in Brandeburg. Tutto questo spiega l’intesa con Londra e la condivisione dell’approccio britannico sul conflitto ucraino.
Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al collega Merz e non a caso la prima preoccupazione del ministero degli Esteri tedesco è stata quella di coprirsi le spalle. Il primo collaboratore del ministro Johan Wadephul parla in italiano con i suoi colleghi a Roma. Se il nostro governo si sente coinvolto l’integrità del fronte europeo è preservata. L’obiettivo di Putin è dividere. Roma con i simpatizzanti della linea morbida sia nel governo che all’opposizione è un punto vulnerabile. E a Berlino lo sanno bene. Anche perché potrebbe presto toccare anche a loro. Alle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt del 6 settembre AfD è dato al 42%. Il candidato alla carica di primo ministro del Land Ulrich Siegmund ha detto che con la Russia occorre trattare e riprendere le forniture di gas. Con i prezzi dell’energia in salita, un argomento convincente per molti elettori.
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