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MONDO. Gli estremisti di destra di AfD hanno vinto anche nelle elezioni del Land Meclemburgo Pomerania Anteriore.
Lettura 2 min.Anche a Berlino AfD con il 15% circa si conferma la terza forza politica dopo Linke e Cdu. Per gli eredi del partito di governo della vecchia Repubblica democratica tedesca una vittoria eclatante. A pagarne le spese la Spd che con il 12% raggiunge il risultato più basso della sua storia. Nella capitale che ebbe in Willi Brandt il borgomastro della rinascita, i socialdemocratici misurano la portata del terremoto politico in Germania.
La differenza l’ha fatta la partecipazione al voto che si aggira sull’80%. La voglia di far sentire la propria voce ha indotto anche chi fino a ieri non si occupava di politica a recarsi alle urne per punire le forze di governo. La Cdu in Meclemburgo Pomerania Anteriore lotta per il 5%. Se non lo raggiunge resta fuori dal Landtag. Il cancelliere Merz ha fatto subito una dichiarazione alla televisione che definisce il risultato nel Land che fu di Angela Merkel «catastrofale». Gli va riconosciuto il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e di non sottrarsi alla lotta. Di fronte alla impopolarità che lo assedia, un atto di coraggio. Friedrich Merz non si dimetterà. Vede nell’approvazione delle riforme strutturali l’unica via per dare attuazione a quello che già Ludwig Erhard aveva proclamato come il manifesto della cristiano-democrazia: il benessere per tutti all’insegna della crescita e della giustizia sociale.
E tuttavia la strada appare impervia. L’Est della Germania è in rivolta. Una rivolta elettorale che assegna alla AfD sia nella Sassonia-Anhalt che nel Meclemburgo Pomerania Anteriore l’incarico di governo come primo partito. Ufficialmente le forze politiche dello spettro costituzionale e della Linke rifiutano categoricamente di collaborare. Nel Land del Mare Baltico al confine con la Polonia è possibile un governo tra i socialdemocratici della presidente in carica Manuela Schwesig la Linke e i Verdi. La maggioranza sarebbe appesa a un voto in più.
Il paradosso di queste elezioni è che i cittadini, se intervistati individualmente, rispondano che economicamente non possono lamentarsi. Anche chi è senza lavoro gode della protezione che l’economia sociale di mercato garantisce. Certo vi è precariato ma il livello di vita è tenuto nell’ordine del decoro. Ci si domanda allora perché l’insoddisfazione sia così diffusa da portare a quote record di partecipazione al voto. Gli americani dell’immediato dopoguerra imposero alla Germania sconfitta l’autorità di controllo anti trust e una banca che fosse indipendente dal potere politico. Temevano la rinascita dei giganti dell’acciaio e della chimica che avevano armato il Terzo Reich e il ritorno dell’inflazione e alla disoccupazione di massa. Due fattori decisivi nell’affermazione del partito nazista. A questi aggiunsero lo spezzettamento in tanti Länder per frammentare il potere e rendere difficile l’accesso al governo di un partito estremista. Queste condizioni sono tutte soddisfatte.
Eppure un partito che è stato ufficialmente definito dall’Autorità per la protezione della Costituzione come estremista e pericoloso per la democrazia attrae quasi il 38% dei voti in Meclemburgo mentre la Spd, che pur con il 35% difende le posizioni, perde pur sempre più del 4% rispetto a cinque anni fa. Il vero spettro che si agita in terra tedesca e che si sta estendendo anche ad Ovest è la paura. Anche il cancelliere in televisione ne svela i tratti in un intervento che è più forza di volontà che convinzione. La Cdu e la Spd non godono più dell’egemonia culturale e politica nel Paese. Molti, troppi sembrano disposti a premiare un partito estremista per potere ambire alla sicurezza e alla stabilità.
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