Midterm, una partita oltre gli Usa

GLI SCENARI. La diplomazia internazionale accelera i preparativi per il prossimo Trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Due eventi possono influenzarlo sensibilmente, evidenziamo subito.

Lettura 2 min.

Martedì 3 novembre si tengono le elezioni Usa di Midterm, in cui Trump rischia di uscire ridimensionato, diventando un’«anatra zoppa» se il partito Repubblicano dovesse perdere il controllo sia del Congresso che del Senato. E il 4 novembre si celebra in Russia la giornata di «unità nazionale», festività inserita da Putin nel 2005 per far dimenticare ai compatrioti il 7 novembre, il giorno della «Rivoluzione d’ottobre» del 1917. In occasione di tale ricorrenza il Cremlino ha chiesto che il suo territorio non venga bombardato. Solo dopo la conclusione dei due eventi menzionati si potranno tirare le somme, mentre gli europei discutono su chi dare l’incarico per rappresentarli con una sola voce ad un futuro serio negoziato con Mosca, probabilmente quello vero.

La realtà quotidiana si sta discostando da quella diplomatica. Gli ucraini avanzano in Donbass, asseriscono fonti occidentali; «l’Economist» ha scritto che il Cremlino ha mandato a morire 770mila uomini, quasi due milioni sono il totale tra feriti e caduti. Un massacro senza senso. Manca così tanto la forza lavoro in Russia che il governo federale ha proposto di invitare 400mila lavoratori da India, Bangladesh e Sri Lanka

Nelle stesse ore Francia e Gran Bretagna hanno ricordato al mondo di essere due Potenze nucleari con un lancio di un missile intercontinentale da un sottomarino e con esercitazioni aeree comuni di «contenimento atomico». In breve, hanno appoggiato la pistola sul futuro tavolo del negoziato, mentre Bruxelles tiene la borsa coi soldi russi, dimenticati da Putin nei forzieri comunitari, e affina l’elenco delle sanzioni comminate. Trump ha deciso questa «apertura» temporanea, sperando di ammorbidire i russi verso il Trilaterale e concordando un contratto sulla fornitura di gasolio agli Usa. Peccato che da quanto sta emergendo non si sa da dove Mosca, che ha bloccato l’export di gasolio fino alla fine di gennaio 2027, tirerà fuori tutte quelle quantità. Grazie all’«apertura» della Casa Bianca il ministro degli Esteri Lavrov ha partecipato ai lavori del G20 in Usa, ma ha ribadito le solite posizioni.

Il vero futuro negoziato sarà comunque tra l’Europa (che tiene la cassa e dirige le sanzioni) e la Russia: nuovi equilibri geopolitici e geostrategici continentali (Helsinki 2), forniture energetiche e rapporti commerciali, cancellazione sanzioni, ricostruzione dell’Ucraina a cui andranno assegnate «garanzie» certe di sicurezza

Dunque nulla di nuovo sul fronte orientale? No. La realtà quotidiana si sta discostando da quella diplomatica. Gli ucraini avanzano in Donbass, asseriscono fonti occidentali; «l’Economist» ha scritto che il Cremlino ha mandato a morire 770mila uomini, quasi due milioni sono il totale tra feriti e caduti. Un massacro senza senso. Manca così tanto la forza lavoro in Russia che il governo federale ha proposto di invitare 400mila lavoratori da India, Bangladesh e Sri Lanka. Allo stesso tempo impressiona il numero dei fallimenti societari. Gli ucraini lottano per sopravvivere, ma i loro droni hanno messo in ginocchio l’intera industria energetica nemica. Ma su cosa si negozierà - probabilmente ad Abu Dhabi - dopo il 10 novembre? A parte sulla questione territoriale (Donbass e altre regioni sotto controllo di Mosca) nelle ultime ore sta emergendo l’aspetto geostrategico, ossia la formalizzazione di «garanzie» al Cremlino. Stando a Volodymyr Zelensky, la Russia vuole un accordo con la Nato per ridisegnare l’assetto di «sicurezza» dell’intero Vecchio continente. Il vero futuro negoziato sarà comunque tra l’Europa (che tiene la cassa e dirige le sanzioni) e la Russia: nuovi equilibri geopolitici e geostrategici continentali (Helsinki 2), forniture energetiche e rapporti commerciali, cancellazione sanzioni, ricostruzione dell’Ucraina a cui andranno assegnate «garanzie» certe di sicurezza. I tempi non sono ancora maturi, ma potrebbero diventarlo dopo il Midterm Usa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA