VaccinAzione 2026: ben quattro podi per il Papa Giovanni
L’INIZIATIVA. Riconosciuto l’impegno dell’Asst cittadina nella promozione della prevenzione tra popolazione, dipendenti, donne in gravidanza e pazienti fragili. Premiata anche Anna Barabani.
Lettura 2 min.Bergamo.
Quattro riconoscimenti per l’Asst Papa Giovanni XXIII al Premio VaccinAzione 2026, l’iniziativa promossa da Fondazione The Bridge in collaborazione con Regione Lombardia per valorizzare le esperienze più efficaci nella promozione delle vaccinazioni. L’azienda bergamasca si è distinta per i risultati raggiunti in quattro categorie: ente vaccinato di grandi dimensioni, per le vaccinazioni rivolte a dipendenti e collaboratori; Asst che vaccina; Asst che vaccina le donne in gravidanza e Asst che vaccina i pazienti fragili.
Un risultato che valorizza il lavoro svolto dall’Asst Papa Giovanni XXIII nel corso della stagione vaccinale 2025-2026 e l’impegno nel rendere la prevenzione vaccinale parte integrante dei percorsi di cura, con particolare attenzione alle persone maggiormente esposte al rischio di complicanze infettive. Sul podio anche Anna Barabani, pediatra di famiglia con studio a Bergamo, nell’ambito territoriale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, premiata nella categoria Pediatra che vaccina.
Si riducono i rischi
I riconoscimenti sono stati consegnati giovedì 1° ottobre, all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, in occasione dell’incontro «VaccinAzione, un’opportunità di salute per i pazienti fragili», promosso da Fondazione The Bridge in collaborazione con Regione Lombardia. L’appuntamento ha accompagnato il lancio della campagna di comunicazione per il 2027-2028 e ha rappresentato un’occasione di confronto sulle strategie per rafforzare l’adesione alle vaccinazioni, in particolare tra le persone più vulnerabili. «Questi riconoscimenti premiano un impegno che va oltre il risultato numerico: vaccinare significa proteggere le persone più esposte alle conseguenze delle infezioni e contribuire alla sicurezza dell’intero percorso assistenziale - sottolinea Simonetta Cesa, direttore sociosanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. La prevenzione deve accompagnare il paziente in ogni fase della cura, in ospedale come sul territorio. Per questo è fondamentale rafforzare la collaborazione tra professionisti e servizi, affinché la protezione vaccinale sia una componente sempre più accessibile e integrata nell’assistenza».
La vaccinazione rappresenta infatti uno strumento di particolare rilevanza per una realtà ospedaliera che accoglie persone con patologie complesse, pazienti immunodepressi, anziani con più patologie e bambini particolarmente vulnerabili. In questi contesti, prevenire un’infezione può contribuire a ridurre il rischio di complicanze e a garantire maggiore continuità alle cure. Un’attenzione che riguarda anche gli operatori sanitari: proteggere chi lavora in ospedale significa contribuire alla sicurezza dei pazienti e alla regolarità dei servizi.
Lavoro di squadra
«La prevenzione è una responsabilità strategica del sistema sanitario e i risultati ottenuti confermano il valore del lavoro di squadra tra le diverse componenti aziendali - dichiara Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII. -. Promuovere le vaccinazioni significa investire concretamente nella salute della comunità, con un’attenzione particolare a chi, per età o condizioni cliniche, ha più bisogno di protezione. Continueremo a sostenere questo impegno, valorizzando le competenze dei professionisti e rafforzando le opportunità di informazione e accesso alla prevenzione».
I risultati si inseriscono in un percorso regionale avviato nel 2023, con il coinvolgimento di istituzioni, strutture sanitarie, società scientifiche, associazioni di pazienti e professionisti, per promuovere un approccio strutturato e capillare alla vaccinazione delle persone fragili.
L’obiettivo è consolidare una cultura della prevenzione basata sulle evidenze scientifiche e sulla capacità di rispondere ai dubbi con informazioni corrette e comprensibili. Un impegno che coinvolge anche la formazione dei futuri professionisti sanitari, chiamati non soltanto ad applicare le conoscenze scientifiche, ma anche a contrastare la disinformazione e ad accompagnare le persone verso scelte consapevoli. La vaccinazione non è soltanto una scelta individuale, ma uno strumento di protezione collettiva, particolarmente importante per chi è più fragile.
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