L’incidente mortale a Seriate, il testimone al volante: «Ho messo di traverso il mio carroattrezzi per proteggerla dagli altri mezzi»
LA TRAGEDIA. Lo schianto in moto al bivio, a Seriate: così è morta Elena Boselli, di 53 anni, che ha perso il controllo della sua Honda ed è finita sotto il guardrail.
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«All’improvviso mi sono trovato di fronte questa grossa moto che ruzzolava e questa donna che è stata sbalzata contro il guardrail laterale. Istintivamente ho messo il mio carroattrezzi di traverso per impedire che chi sopraggiungeva in auto o camion non la travolgesse. Poi sono sceso per vedere come stava, ma l’incidente le era stato fatale». Alberto Casiraghi, meccanico di 59 anni, di Suisio, un quarto d’ora dopo le 15 di martedì 3 novembre stava percorrendo il trafficato svincolo che collega la tangenziale sud di Bergamo all’Asse interurbano, all’altezza del territorio di Seriate, quando si è imbattuto nello schianto in moto costato la vita a una donna di 53 anni, Elena Boselli, originaria di Alzano Lombardo e residente a Torre Boldone, mamma di due figli.
La caduta
La donna era alla guida della sua moto Honda Transalp e si trovava proprio all’altezza del bivio tra le due direzioni dell’Asse, a sud del grande e articolato svincolo tra due delle più importanti direttrici stradali della nostra provincia: a sinistra l’imbocco per la salita verso Bergamo, a destra lo svincolo per la Valle Seriana. Un punto in cui le tre corsie a senso unico diventano quattro, due a destra e due a sinistra per le altrettante distinte direzioni. Elena Boselli ha imboccato la doppia corsia a sinistra per dirigersi verso Bergamo.
La perdita di controllo
Qualcosa, però, le ha fatto all’improvviso perdere il controllo della moto: un malore? Una distrazione? Una manovra non prevista? Fatto sta che la cinquantatreenne ha perso il controllo della sua Honda, che si è piegata di lato, ribaltandosi su se stessa svariate volte, come raccontato dal testimone Casiraghi: «Quando i mezzi che avevo davanti si sono spostati ho visto questa moto che si ribaltava e questa povera signora che è finita sotto il guardrail, mentre la Honda ha proseguito ancora per qualche metro ruzzolando senza controllo. Non ho visto alcun mezzo che l’aveva urtata». E anche dai rilievi della polizia locale di Seriate non è emerso il coinvolgimento di altri veicoli nell’incidente.
«Istintivamente mi sono messo di traverso per evitare che qualcuno la travolgesse»
«Istintivamente mi sono messo di traverso per evitare che qualcuno la travolgesse – prosegue il testimone –, poi si è subito fermata un’ambulanza di Cisano che viaggiava proprio dietro di noi. In pochi minuti sono arrivate anche l’ambulanza e l’automedica del 118, ma non c’è stato nulla da fare. Ero appena partito da un’officina della zona sulla quale avevo caricato un’ Alfa Romeo da portare a Gorle per la “Bz Service” di Grassobbio dove lavoro ma nel tratto prima dell’incidente la moto non l’avevo vista né mi aveva sorpassato: forse era coperta da un camion che mi precedeva».
Prosegue Casiraghi: «Quando l’ho scorta aveva appena cominciato a ribaltarsi. Mi sono avvicinato e la motociclista indossava regolarmente il casco. Le auto arrivavano a forte velocità: trovandosi di fronte il mio carroattrezzi numerose hanno inchiodato».
Lo svincolo verso Bergamo è rimasto chiuso dal momento dell’incidente fino alle 19,30, con pesanti ripercussioni sulla viabilità della zona, gestita dalla polizia locale di Seriate che si è occupata anche di ricostruire nei dettagli l’accaduto.
Nullaosta ai funerali
La magistratura ha disposto il nullaosta alla restituzione della salma ai familiari di Elena Boselli, non essendoci appunto dubbi sulla dinamica dell’incidente. La salma è stata trasferita alla casa del commiato Bonomelli di Albano Sant’Alessandro, dove il 4 novembre sarà allestita la camera ardente. La motociclista cinquantatreenne lascia due figli e la madre. Elena Boselli è la quarantaduesima vittima di incidenti stradali sulle strade della Bergamasca a partire dal mese di gennaio.
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