Le mani che salvano vite e il cuore che rassicura

IL RICORDO. «Salvare vite», edito da Mondadori, racconta il dramma del terremoto del 2016 in Centro Italia che ebbe ad Amatrice il suo epicentro

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Tra tutte le forze dell’ordine è probabilmente il corpo più amato e rispettato e anche quello che quando tutto rischia di essere perso, come in un terremoto o in un’altra calamità naturale oltre che in un banale incidente quotidiano, arriva in soccorso e senza badare troppo alla burocrazia mette in campo e al servizio dei cittadini non solo tutte le competenze, ma anche una generosità spesso non scontata.

Si tratta del corpo dei Vigili del Fuoco a cui Luca Cari, dirigente del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e dal 2006 responsabile per la comunicazione, ha dedicato un bel libro: «Salvare vite» (Mondadori), che racconta il dramma del terremoto del 2016 in Centro Italia che ebbe ad Amatrice il suo epicentro. Alle tre e trentasei del 24 agosto il Centro Italia è attraversato da un potente e ferale movimento sismico che raderà al suolo molti paesi e molti altri li renderà probabilmente per sempre disabitati.

I Vigili del Fuoco sono i primi a raggiungere anche le località più isolate, lo fanno con mezzi e competenza, ma anche con una capacità di adattamento alle diverse esigenze sempre fuori dall’ordinario. Davanti a loro si aprono infatti di volta in volta mille problematiche diverse. Pronti a correre infiniti rischi, ma con l’obbligo e la certezza morale di dover fare tutto quanto è possibile (e anche l’impossibile) per salvare vite umane. «Salvare vite» si sofferma su casi molto diversi che richiedono interventi difficoltosi e ogni volta da «immaginare» e mettere in pratica. Perché salvare vite spesso per un Vigile del Fuoco significa mettere a rischio la propria senza pensarci due volte. Difficile non rimanere colpiti dalle innumerevoli storie che fanno di ogni Vigile del Fuoco un eroe - sicuramente - ma anche un amico, un contatto, la voce capace di rassicurare oltre che le mani e le braccia che ti metteranno in salvo. Gli interventi richiedono da sempre una grande elasticità da parte dei Vigili del Fuoco, che sia il classico gatto rimasto su una grondaia o una porta bloccata che impedisce il rientro a casa, magari con una pentola lasciata sui fornelli accesi della cucina. In ogni caso l’aspetto che forse contraddistingue di più il rapporto che hanno i Vigili del Fuoco con i cittadini è in un atteggiamento che non è solo ed esclusivamente orientato a una comunità, ma che s’indirizza verso ogni singolo cittadino con cui i Vigili del Fuoco entrano da subito in relazione, proteggendolo e rassicurandolo. Una dinamica non così ovvia e che forse determina anche per questo il grande affetto verso di loro.

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