Sulle tracce del nonno rapito e della guerriglia perduta

Due uomini con lo stesso nome: Eduardo Halfon, che è anche il nome dell’autore del libro, «Canción» (Il Saggiatore, nella traduzione di Ilide Carmignani). Due uomini separati nel tempo e un’indagine che lo scrittore latinoamericano compie in prima persona inseguendo la storia drammatica del nonno, ovvero l’altro Eduardo Halfon.

Nel mezzo un rapimento e il nome di un guerrigliero, Canción. Tutto prende avvio in una mattina del 1967 quando il nonno dell’autore viene prelevato da una banda di uomini armati. Questo il punto centrale di un’indagine che prende avvio con l’autore appena sbarcato a Tokyo (travestito da arabo).

Lo scrittore diverrà protagonista di una ricerca nel tentativo di recuperare i fili di una vita, quella del nonno, mischiata e in parte confusa dai suoi personali ricordi e da quelli di amici e parenti. Un intreccio di fatti privati, di lessico famigliare e di eventi pubblici e politici che si mischiano. Una mescolanza anche nel linguaggio, fatto dei codici della lotta e della guerriglia: ideologico ma anche profondamente buffo. Difficile ricomporre le vicende e definire i ruoli di chi vi partecipò. A distanza di così tanti anni, lo stesso Halfon resta in parte attonito: chi sono le vittime? Chi sono i carnefici? Non sono domande a cui è facile dare una risposta sempre univoca e spesso sono domande che portano solo lontano da quell’indagine che tenta di recuperare un’esistenza e allo stesso tempo una possibile familiarità con essa. Ma quando tutto sembra arenarsi, ecco che prende vita una figura inedita, apparentemente subalterna, quella di Canción, uno sbandato e un guerrigliero, un mitomane o, molto probabilmente, un vero protagonista di una lotta dentro alla quale si ritrova coinvolto lo stesso Halfon.

Nato in Guatemala nel 1971, Eduardo Halfon è considerato tra i migliori scrittori contemporanei latinoamericani, al suo sesto libro si conferma come tale, anche nella capacità di costruire una narrazione non solo profondamente letteraria, ma complessa come un intrigo internazionale. «Canción» è un romanzo seducente da cui è difficile separarsi. L’illusione che la realtà abbia una spiegazione e che anche il tempo possa riportare a galla fatti lasciati a lungo sotto coperta, si scontra infatti con l’ineluttabilità dell’esistenza e la sua sempre difficile decifrazione. Non tutto è spiegabile, anche se quasi tutto può essere recuperato. È nei dettagli infatti che si rivelano il senso e i motivi più profondi di scelte e decisioni che soltanto a uno sguardo superficiale possono apparire improvvisate o peggio avventate.

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