Capriate, idrocarburi dall’argine del Brembo. L’inquinamento per ora rallenta

AMBIENTE. La fuoriuscita da gennaio. Dopo l’intervento della Provincia se ne sta occupando l’azienda di escavazione proprietaria dell’area. La problematica lunedì 30 marzo in Consiglio comunale.

Capriate

La buona notizia è che da circa una settimana non si registra più la fuoriuscita di idrocarburi dall’argine del Brembo.

Apprensione a Capriate

L’attenzione e la preoccupazione sono però ancora alti sul caso di inquinamento che, dallo scorso gennaio, a Capriate, al confine con Brembate, sta interessando il Brembo poco prima della sua confluenza nell’Adda. Ora non se ne sta più occupando la Provincia che, in un primo momento, aveva attivato dei presìdi di contenimento degli idrocarburi al fine di limitarne la diffusione e, di conseguenza, i danni al fiume.

«Fortunatamente nell’ultima settimana la fuoriuscita di idrocarburi sembra essersi fermata ma manteniamo alta l’attenzione»

Bensì la Nuova Demi, l’azienda di escavazione di Brembate, proprietaria di un lago di cava rinaturalizzato che è stato anch’esso inquinato dagli idrocarburi provenienti dall’argine alla cui altezza è stato individuato l’inquinamento: «Questo lago – spiega Mario Doneda, uno dei titolari dell’azienda – è separato dall’argine in questione dal Brembo e, non a caso, gli idrocarburi provenienti dal terreno hanno inquinato sia il fiume sia il nostro lago. Siamo infatti stati i primi a dare l’allarme».

L’allarme a gennaio

Scattato l’allarme a metà gennaio sul posto erano subito intervenuti i carabinieri forestali di Curno e i tecnici dell’Arpa Lombardia, dipartimento di Bergamo. La situazione era apparsa subito seria a fronte del fatto che la presenza delle sostanze inquinanti era stata rilevata in più punti vicino all’argine del corso d’acqua.

Il primo intervento

Era quindi stato interessato il Servizio ambiente e paesaggio della Provincia a cui spetta intervenire in casi del genere. Via Tasso, a fronte di una spesa di 26mila euro, aveva incaricato di intervenire un’azienda specializzata che aveva effettuato un’azione di contenimento attraverso il posizionamento nel corso d’acqua di appositi materiali assorbenti. La situazione con febbraio non era migliorata, anzi. Come si legge su un decreto in cui vengono stanziati altri 50mila euro per continuare l’intervento di sicurezza, «l’immissione di idrocarburi sul fiume Brembo è attualmente in corso e in questi giorni con maggiore intensità».

«Attenzione alta»

Rilevato che l’area della riva dove sta avvenendo l’inquinamento è di proprietà della Nuona Demi, la Provincia ha quindi chiesto all’azienda di farsi carico del problema. E così è avvenuto. «Abbiamo incaricato – spiega ancora Doneda – la stessa azienda che era stata scelta dalla Provincia di continuare le operazioni di contenimento. Fortunatamente nell’ultima settimana la fuoriuscita di idrocarburi sembra essersi fermata ma manteniamo alta l’attenzione perché un problema del genere non si è mai verificato e non riusciamo a capirne la causa». Proprio, però, per indagare su quanto accaduto la Nuova Demi ha già presentato un piano di caratterizzazione che prevede la realizzazione di alcuni piezometri per il monitoraggio della sottostante falda acquifera: sarà discusso prossimamente in un’apposita conferenza dei servizi. La questione è all’attenzione anche del Comune di Capriate e sarà discussa nella seduta del Consiglio comunale di lunedì grazie a un’interpellanza presentata dalla minoranza «L’Alternativa- Lista civica».

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