Furti e degrado, in Bergamasca ci sono i vicini «sentinelle»

IL FENOMENO. Dal 2024 formalizzati 5 protocolli operativi in Prefettura con i sindaci di Casnigo, Levate, Presezzo, Solto Collina e Terno d’Isola. In arrivo Cologno al Serio. «Nessun pattugliamento, ma segnalazioni alle autorità».

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Contrastare i fenomeni di degrado e disturbo della quiete pubblica da pare delle cosiddette baby gang, ma anche segnalare atti vandalici, episodi di spaccio e la presenza di persone sospette a partire dai potenziali ladri.

Sono i criteri contenuti nei protocolli che finora cinque Comuni bergamaschi hanno deciso di sottoscrivere con la Prefettura, per formalizzare i cosiddetti «gruppi di controllo del vicinato», presenti anche in diverse altre località bergamasche che non hanno però sottoscritto un atto ufficiale nell’ufficio di governo del territorio: aspetto, quest’ultimo, non obbligatorio per poter svolgere l’attività di cosiddetti «gruppi di vicinato», ma che garantisce ai Comuni che hanno sottoscritto l’accordo con Via Tasso la possibilità di vedere appunto formalizzati ruoli e impegno. I Comuni che dal 2024 a oggi hanno sottoscritto il protocollo d’intesa – in sede di riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero l’organismo presieduto dal prefetto e nel quale si trattano appunto i temi della sicurezza nel territorio – sono C asnigo, Levate, Presezzo, Solto Collina e Terno d’Isola. Avviate le trattative anche per Cologno al Serio.

«Occhi e orecchie della comunità»

Di fatto i protocolli elencano con precisione quali sono i ruoli dei cittadini che si propongono per l’attività di controllo di vicinato, diventando in qualche modo gli «occhi» e le «orecchie» di tutta la loro comunità.

Protocolli sottoscritti in Via Tasso a Bergamo prevedono il coinvolgimento pieno delle polizie locali dei vari Comuni, mentre per ogni zona del paese sono stati indicati dei «referenti di area» che hanno l’obiettivo di tenere un po’ le fila della situazione e fare da tramite tra gli altri residenti e le autorità

Senza la necessità – perché non è previsto in questi accordi – di organizzare le cosiddette ronde, né di intervenire in caso di avvistamenti sospetti. Il cittadino a quel punto è invitato a informare, oltre ai propri «vicini» di zona, le autorità preposte: le forze dell’ordine, nel caso di persone o vetture sospette, oppure di gruppi di ragazzini che creano problemi – dalle baby gang ai cosiddetti «maranza» – fino ai casi di danneggiamento degli arredi urbani a opera di vandali. Il concetto che sta alla base di questi accordi è che più si fa rete nel segnalare le situazioni di potenziale illegalità e più aumenta non solo la percezione di sicurezza, ma la sicurezza reale della popolazione. In un periodo di ferie estive come quello di questi giorni, sapere che la propria casa si trova in un quartiere dove tutti hanno a cuore la sicurezza comune non solo a parole, ma attraverso situazioni concrete, non può che far partire per le vacanze con un atteggiamento più sereno. I protocolli sottoscritti in Via Tasso a Bergamo prevedono il coinvolgimento pieno delle polizie locali dei vari Comuni, mentre per ogni zona del paese sono stati indicati dei «referenti di area» che hanno l’obiettivo di tenere un po’ le fila della situazione e fare da tramite tra gli altri residenti e le autorità: dal sindaco alla polizia locale, alle forze dell’ordine, in primis i carabinieri delle stazioni del territorio.

Gli accordi «per il controllo di vicinato rappresentano la volontà delle comunità locali di voler essere pienamente protagoniste nel mantenimento di adeguati livelli di sicurezza», emerge dai documenti, dove è palesato anche «il desiderio di essere artefici di una sinergia per la sicurezza partecipata». Di fatto tutti i cittadini sono stati in questo modo investiti dal ruolo di «antenne sensibili» della propria comunità di appartenenza, «anche verso i bisogni e le vulnerabilità, valorizzando la capacità dei cittadini di essere tra loro solidali e coprotagonisti della tutela della comunità».

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