Militari a cavallo sull’Adda contro i tuffi vietati

IL PRESIDIO. Controlli potenziati a Trezzo, Vaprio e Cassano a tutela di sicurezza e incolumità pubblica. A Bergamo l’addio al 16enne morto a Canonica.

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Arrivano anche i carabinieri a cavallo a presidiare le sponde del fiume Adda e far rispettare i divieti di balneazione. Vista la crescente emergenza che si sta registrando lungo le rive del corso d’acqua per le persone che, incuranti del pericolo e dei divieti, si tuffano nel fiume, la compagnia dei carabinieri di Pioltello (Milano) ha deciso di rafforzare l’attività di vigilanza nei paesi rivieraschi di Trezzo sull’Adda, Vaprio e Cassano. Paesi che si trovano al confine con la nostra provincia e le cui sponde, quindi, sono frequentate anche da numerosi bergamaschi.

«Le operazioni si concentreranno sulle zone ritenute più sensibili: le aree rurali, il tratto ciclopedonale che costeggia il fiume Adda, il Naviglio Martesana e il parco dell’Isola Borromeo. Le modalità operative includeranno anche brevi soste e presìdi nei principali snodi di arrivo dei flussi di visitatori esterni, al fine di intercettare e dissuadere tempestivamente i turisti dalla balneazione»

I controlli potenziati, decisi anche a fronte delle difficoltà evidenziate dalle amministrazioni comunali di garantire il rispetto dei divieti di balneazione a causa dell’afflusso di bagnanti, prevedranno da oggi l’impiego sinergico delle pattuglie territoriali delle rispettive stazioni e della tenenza dei carabinieri, supportate dall’intervento operativo e specialistico delle unità ippomontate del 4° Reggimento carabinieri a cavallo. «Le operazioni – affermano dall’Arma – si concentreranno sulle zone ritenute più sensibili: le aree rurali, il tratto ciclopedonale che costeggia il fiume Adda, il Naviglio Martesana e il parco dell’Isola Borromeo. Le modalità operative includeranno anche brevi soste e presìdi nei principali snodi di arrivo dei flussi di visitatori esterni, al fine di intercettare e dissuadere tempestivamente i turisti dalla balneazione».

Il ricorso delle pattuglie a cavallo, con finalità marcatamente preventive, «mira – affermano ancora dall’Arma – alla tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica, oltre che al contrasto delle attività illecite e dei comportamenti imprudenti nelle zone naturalistiche più frequentate del territorio».

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Dall’inizio dell’estate sono state già sette le persone che hanno perso la vita nei corsi d’acqua che attraversano la Bergamasca. L’ultimo è stato Aboubacar Sidibe, il 16enne di Pontirolo morto per le conseguenze di un tuffo nell’Adda avvenuto il 19 giugno, a Canonica, nella zona del Pradel. Sabato 4 luglio l’ultimo saluto nella moschea di via Cenisio a Bergamo, a cui farà seguito, alle 15, la tumulazione nel cimitero islamico di Azzano San Paolo.

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