Nuovi orari treni. E sul ponte San Michele il traffico va in tilt

CALUSCO-PADERNO. Ogni volta che passa un convoglio scatta il rosso e si blocca la circolazione. Oggi vertice dei sindaci con Rfi.

Doveva arrivare entro una decina di giorni un riscontro dal funzionario delle Ferrovie italiane alle tre proposte fatte dai sindaci di Calusco d’Adda e di Paderno d’Adda, e dalla provincia di Lecco, per evitare i disagi dovuti al traffico di passaggio sul ponte San Michele nelle ore di punta della giornata, invece è slittato di quasi un mese e si terrà on line martedì 26 marzo.

Il problema si è manifestato con l’avvio dei lavori al raddoppio ferroviario tra Ponte San Pietro e Bergamo il 4 febbraio, dopo l’introduzione di nuovi treni nelle due fasce orarie del mattino e della sera. «Abbiamo ricevuto la comunicazione solo venerdì da parte di Rfi per discutere le nostre proposte che possano evitare le lunghe code di autoveicoli che al mattino dalle 7 alle 8 devono passare da Calusco a Paderno e la sera, dalle 17 alle 18 circa, viceversa – spiega il sindaco di Calusco, Michele Pellegrini –. Le nostre tre proposte hanno l’obiettivo di evitare che si formino lunghe code di autoveicoli che a Calusco arrivano fino alla centralissima via Marconi, all’altezza del municipio, mentre a Paderno intasano diverse vie del centro abitato. Questo intenso traffico nelle ore di punta al mattino su Calusco e la sera su Paderno è causato dal rosso che scatta in ambedue i lati del ponte san Michele quando transita un treno. Questo sistema è stato fatto dopo l’intervento di messa in sicurezza del ponte per salvaguardare la struttura e farla durare per i dieci anni previsti. Infatti le oscillazioni del traffico automobilistico assieme a quelle del passaggio del treno deteriorano maggiormente l’ultracentenaria struttura del ponte.

Il problema del semaforo rosso

«Da Paderno parte il treno per Calusco alle 7,07 e quindi scatta il rosso che blocca il traffico automobilistico; alle 7,11 parte invece il treno dalla stazione di Calusco per Paderno. Per oltre una decina di minuti rimane il rosso. Nuovamente alle 7,37 dalla stazione di Paderno parte il treno per Calusco e viceversa alle 7,41 da Calusco, e questo causa altri dieci minuti di blocco del traffico automobilistico che vuole attraversare il ponte San Michele. Se poi calcoliamo che il transito sul ponte è regolato dal semaforo che ferma le auto per circa quattro minuti, la conseguenza sono lunghissime code nei centri abitati di Calusco e di Paderno proprio nelle ore di punta, al mattino dalle 7 alle 8 e la sera dalle 17 alle 18».

Le tre proposte per risolvere il problema

Per evitare questi grossi disagi di traffico ma nello stesso tempo di inquinamento nei centri abitati i due sindaci, assieme a un funzionario della provincia di Lecco, hanno tenuto un incontro con un funzionario di Rfi proponendo tre possibili soluzioni: evitare che scatti il rosso quando passa il treno; ridurre al minimo il rosso tra i due passaggi dei treni e non lasciare sempre il rosso finché non sono avvenuti i passaggi; regolare il semaforo verde su tempi più lunghi al mattino dalle 7 alle 8 da Calusco verso Paderno, e la sera viceversa dalle 17 alle 18. «Il problema non è momentaneo ma durerà ben tre anni – ribatte il sindaco di Calusco d’Adda –. E quindi occorre dare una soluzione a questo problema che causa disagi alla viabilità e ai centri abitati con ingorghi, code e inquinamento».

La chiusura del ponte nel 2030

All’orizzonte per il ponte San Michele c’è però la chiusura. Nel 2030 il viadotto sarà esclusivamente ciclopedonale. L’infrastruttura ottocentesca che unisce le due sponde dell’Adda andrà in pensione tra sei anni, almeno per quel che riguarda il passaggio di treni e veicoli a motore. Al suo posto ha perciò preso piede nel tempo, l’idea di due ponti, uno stradale e uno ferroviario, separati l’uno dall’altro e a sud dello storico viadotto in ferro. Nei mesi scorsi Rfi ha però deciso di passare alla proposta di un nuovo ponte unico, da posizionare vicino allo stesso. Una prospettiva contro cui s’è però schierata la Sovrintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Bergamo-Brescia: «A questa ipotesi noi avevamo subito opposto un parere contrario – aveva spiegato all’epoca il sovrintendente Luca Rinaldi –. Parere che abbiamo ribadito dopo aver esaminato i documenti che Rfi ci ha nel frattempo inviato. La nostra opinione è che quanto hanno progettato deturpa il paesaggio, uno dei più belli della Lombardia. E se non ci saranno cambiamenti, per quanto ci riguarda la vedo dura che si potrà andare avanti». In attesa di una soluzione alla questione, resta nel territorio e soprattutto tra i pendolari la paura che il trafficato ponte San Michele «vada in pensione» e venga chiuso prima di essere giunti a una decisione definitiva circa le alternative.

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