Cronaca / Isola e Valle San Martino
Domenica 18 Gennaio 2026
Ponte di Brivio, stop ai camion. «Noi pronti alla class action»
IL CASO. Divieto dal 26 gennaio, la Fai annuncia proteste. E via a uno studio sull’impatto economico della chiusura.
«Non escludiamo di dare il via a una class action contro i disagi che la chiusura del ponte causerà alla nostra categoria. La situazione poteva essere gestita meglio. Forse se ci avessero coinvolto subito...». Le parole del segretario Doriano Bendotti dimostrano che la Fai (Federazione autotrasportatori italiani) Bergamo non ha accolto bene la notizia emersa venerdì 16 gennaio, dopo un vertice in Prefettura, relativa al ponte sul fiume Adda di Brivio, al confine con Cisano, che chiuderà ai mezzi pesanti (verrà imposto un limite alle 7,5 tonnellate) a partire da lunedì 26 gennaio. Tre mesi prima, quindi, rispetto a quando il viadotto verrà chiuso totalmente al traffico per essere sottoposto ai lavori di consolidamento statico.
Stop di 18 mesi
Il cantiere che avrà una durata prevista di 15 mesi e contro questa durata l’ente di categoria si era già espresso negativamente, considerandola eccessiva. Ora, di fatto, con la limitazione che verrà imposta dal 26 gennaio, si salirà a circa 18 mesi di stop per i mezzi pesanti.
«I disagi che i nostri associati dovranno affrontare saranno molto pesanti»
In alternativa al ponte di Brivio i camion dovranno passare sul ponte di Calolziocorte-Olginate. Per farlo, comunque, dovranno passare da Cisano, snodo fondamentale anche per il traffico che quotidianamente si sposta fra Lecco e Bergamo. Il Comune rivierasco, in questo momento, sta pure risentendo delle problematiche legate al cantiere per la realizzazione della variante di Cisano: «Quindi i disagi che i nostri associati dovranno affrontare saranno molto pesanti – continua Bendotti –. Non ci vuole un genio per capire che a Cisano si verranno a creare situazioni difficilmente sostenibili».
L’indagine
Per quantificare in termini economici l’impatto che questi disagi avranno sulle aziende di trasporto e, più in generale, anche sul tessuto socio economico del territorio, la Fai ha chiesto l’intervento della Camera di commercio, che si è messa subito all’opera: «Non appena avremo i dati economici in mano – sottolinea il segretario dell’ente di categoria – valuteremo se dare il via a una class action per ottenere i dovuti risarcimenti». La Fai si dice infine particolarmente amareggiata per il fatto di non essere stata invitata al vertice di venerdì 16 gennaio: «E così è stato per tutti gli altri incontri che si sono tenuti sul tema del ponte di Brivio – conclude Bendotti –. E il fatto è strano, visto che siamo una delle categorie più toccate. Forse con la nostra collaborazione la situazione sarebbe potuta essere gestita diversamente».
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