Villaggio operaio di Crespi: il costruttore lo racconta grazie all’IA

CAPRIATE. Nuova frontiera per le visite guidate: ricostruita la voce di colui che realizzò villaggio operaio e cotonificio a Capriate. L’app verrà lanciata prima in italiano e poi in tutte le altre lingue. Presto anche altri personaggi.

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Capriate San Gervasio

«Pronto, chi parla?» «Sono Silvio Crespi». Comincia così la telefonata immaginaria che d’ora in poi, mentre si visita Crespi d’Adda, sarà possibile avere con Silvio Crespi, figlio del fondatore del cotonificio e del villaggio operaio, Benigno, di cui all’inizio del Novecento portò a termine la realizzazione. Silvio Crespi è deceduto nel 1943. Ma grazie all’IA (Intelligenza artificiale) l’Associazione Crespi d’Adda, che gestisce il servizio turistico nel villaggio patrimonio dell’Unesco a Capriate San Gervasio, è riuscita a riportarlo virtualmente in vita. E a servirsi della sua voce per la nuova applicazione turistica che ha testato sabato al termine del convengo «Il turismo fra opportunità e rischio: rivivere, resistere, reimmaginare i contesti Unesco», promosso nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio 2026 e tenutosi all’Unesco Visitor Center.

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Primo test pubblico

Quello dell’altro giorno è stato il primo test pubblico dell’applicazione che, prossimamente, sarà scaricabile su smartphone e tablet. E che permetterà, mentre si visita il villaggio operaio, di fare delle domande a Silvio Crespi come se ci trovasse, appunto, al telefono con lui. E di ricevere dalla sua voce informazioni di vario genere sul villaggio operaio e sull’ex cotonificio. A partecipare al test pubblico sono stati alcuni dei relatori al convegno, guidati dal presidente dell’Associazione Crespi d’Adda, Giorgio Ravasio: «È ormai da un po’ che stiamo lavorando a questa applicazione – spiega Ravasio –, manca ancora di definire qualche dettaglio, dopodiché sarà lanciata prima in italiano e poi in tutte le lingue del mondo».

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La voce di Silvio Crespi che si potrà udire e con cui si potrà «conversare» non è quella originale, ma quella dell’attore Fabiano Facchetti Corradi, del Teatro Lavori in corso, che già dà voce al fondatore di Crespi d’Adda nel museo multimediale dell’Unesco visitor center. L’applicazione, inoltre, non pesca le informazioni dal web «che a volte – sostiene il presidente dell’Associazione Crespi d’Adda – possono rivelarsi inesatte». Le cerca invece in un bagaglio di informazioni che sono state fornite direttamente all’IA e che si basano sui molti testi inerenti la vita e il pensiero di Silvio Crespi, che fu imprenditore, politico e inventore.

«L’aspetto originale di questo nuovo servizio turistico – continua Ravasio – e che quanto sentiremo sarà il punto di vista di chi ha costruito Crespi d’Adda». Silvio Crespi, però, non sarà l’unico personaggio storico cui ci si potrà telefonare: successivamente verranno resi disponibili anche nuovi personaggi.

L’offerta culturale

La nuova applicazione testata sabato evidenzia come l’Associazione Crespi d’Adda stia continuamente cercando di migliorare la propria offerta culturale, per mantenere il villaggio operaio continuamente attrattivo. E proprio il turismo come leva per la valorizzazione e la tutela dei siti Unesco è stato una delle questioni al centro del convegno, così come i rischi che i siti Unesco corrono: nel suo intervento, Ravasio ha evidenziato come siano cambiati negli ultimi anni.

«Vent’anni fa – ha spiegato – il rischio era che Crespi fosse oggetto di speculazione immobiliare e che venisse invasa da nuove case e fabbriche. I rischi che vediamo ora sono l’overtourism e che i tempi per la riqualificazione di alcune zone del villaggio operaio, in primis l’ex cotonificio (di proprietà della holding Odissea della famiglia Percassi, ndr), non vadano in porto». Contro l’overtourism il Comune ha introdotto una Ztl (zona a traffico limitato) e un piano urbano del traffico per la regolamentazione dei parcheggi. «L’altro rischio, a nostro avviso – ha concluso Ravasio – si combatte continuando a fare di Crespi un incubatore di iniziative culturali che, attirando persone su questo territorio, sproni anche gli imprenditori a investire al suo interno. Il successo che stanno riscuotendo alcune attività commerciali, come i ristoranti, lo dimostra».

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