L’urlo di Anna contro il bullismo in classe, ora spiegherà agli altri come affrontarlo

La Buona domenica Una studentessa ha chiesto aiuto all’infermiere scolastico. Ed è nato il progetto «La resilienza a scuola».

L’urlo di Anna contro il bullismo in classe, ora spiegherà agli altri come affrontarlo
Un disegno di Anna, che ricorda il celebre dipinto «L’urlo» di Munch

Quando ci si trova costretti nella morsa dei bulli sembra di non avere vie d’uscita, di essere destinati a una vita di lacrime e ferite. Eppure c’è sempre una possibilità di rinascita: lo dimostra la storia di una studentessa dell’istituto Mamoli di Bergamo che chiameremo Anna, ora protagonista del progetto «La resilienza a scuola» messo a punto con l’infermiere scolastico Paolo De Lia. Anna non trovava voce per esprimere l’inferno che stava attraversando. Allora ha concentrato tutto il suo dolore nei suoi disegni. Ce n’è uno in cui si rappresenta con la bocca aperta in un grido, le mani premute sulle orecchie, in una composizione che ricorda «L’urlo» di Munch, e tutto intorno si affollano le parole che nessuno mai vorrebbe sentirsi dire: «Perdente, mostro, stupido, ritardato, incapace, grassone», e altre ancora. Sono le tracce delle violenze che Anna si è sentita addosso per anni.

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