Attivati altri 10 posti letto all’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco

LA NOVITÀ. Finanziati con fondi del Pnrr. Riqualificati e riorganizzati gli spazi.

Bergamo

Attivati ulteriori 10 posti letto all’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco, grazie a un intervento finanziato con risorse del Pnrr per 1 milione e 699mila euro. La struttura ha così raddoppiato la dotazione complessiva, arrivando a 20 posti letto disponibili dopo i 10 attivati nel 2022.

I dettagli dell’intervento

L’intervento ha previsto una completa riqualificazione degli spazi, con una nuova organizzazione funzionale che distingue l’area dei servizi, collocata nella zona nord in prossimità dell’accesso, dall’area di degenza, situata nell’ala sud. Sono state realizzate 9 camere a due letti e 2 camere singole, tutte dotate di bagno esclusivo. Qui sono stati trasferiti anche i 10 posti letto già attivati nel 2022.

L’Ospedale di Comunità prevede una gestione prevalentemente infermieristica, con il coinvolgimento di un’équipe multiprofessionale composta da un coordinatore infermieristico, infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali e fisioterapisti, con la responsabilità clinica in capo ai medici del settore di degenza Subacuti della Medicina interna.

«L’intervento ha riguardato anche il completo rifacimento degli impianti meccanici, idraulici ed elettrici, nonché l’introduzione di un nuovo sistema di climatizzazione, a beneficio del benessere ambientale in tutte le stagioni», hanno spiegato Diego Piccamiglio, dirigente architetto dell’ASST Papa Giovanni XXIII e la collaboratrice Silvia Mazzoleni.

«Superate criticità strutturali»

«La riqualificazione ha consentito di superare le criticità strutturali e impiantistiche dell’area originaria, adeguandola agli standard più attuali – ha aggiunto Alessandro Frigeni, direttore della gestione tecnico patrimoniale della ASST Papa Giovanni XXIII –. Abbiamo completamente ridisegnato gli spazi e realizzato camere più confortevoli, dotate di servizi igienici dedicati e attrezzature moderne. Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità e alla sicurezza, con soluzioni che migliorano sia la qualità della degenza sia le condizioni di lavoro degli operatori».

L’importanza del presidio

Simonetta Cesa, direttore socio-sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII, sottolinea il rafforzamento di «un presidio fondamentale per garantire appropriatezza delle cure e continuità assistenziale. Si tratta di una risposta concreta a un bisogno crescente delle famiglie, che sempre più frequentemente si trovano ad affrontare situazioni in cui il proprio congiunto non necessita più di cure per acuti ma non può ancora rientrare al domicilio. In questo contesto, l’Ospedale di Comunità rappresenta una soluzione efficace, capace di ridurre i ricoveri impropri e di accompagnare in sicurezza il percorso di dimissione».

Soddisfazione anche da parte di Monica Casati, direttore del Distretto Valle Brembana, Valle Imagna e Villa d’Almé: «Un ulteriore traguardo territoriale che insieme alle Case di Comunità e ai poli di prossimità distrettuali, consegna una situazione strutturale e funzionale nei contesti vallari dell’Asst Papa Giovanni XXIII, rafforzata e in linea con i dettami evolutivi del sistema sociosanitario, in risposta ai bisogni della popolazione locale».

«Sfida organizzativa, tecnica, gestionale»

Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, ha concluso: «Il raddoppio dei posti rappresenta un ulteriore passo nel percorso di sviluppo del presidio di San Giovanni Bianco e di definizione della nostra offerta territoriale, che è già molto ampia, con tre Centrali Operative Territoriali, quattro Case di Comunità già avviate (di cui una a Zogno) e altre due presto attive. È una sfida organizzativa, tecnica e gestionale non indifferente, per dare risposte concrete e attese da tante famiglie e da tutto il sistema socio sanitario della nostra provincia».

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