
La salute / Bergamo Città
Sabato 30 Agosto 2025
«Bronchiolite, casi in calo. Ora vaccino obbligatorio»
LA PROPOSTA. Lobati, consigliere regionale di Forza Italia: la campagna di immunizzazione funziona, si solleciti il governo. Sorte: criteri da uniformare, interpellanza al ministro.
È una delle patologie più insidiose tra i bimbi nel periodo invernale. Contro il «Vrs», il virus respiratorio sinciziale che causa le bronchioliti e spesso rende necessario l’accesso in pronto soccorso o il ricovero nelle prime settimane di vita, si può però giocare d’anticipo rafforzando la prevenzione.
In Bergamasca, stando a dati pubblicati dall’Ats, nella campagna 2024/2025 (dal 1° novembre 2024 al 31 marzo 2025) sono state somministrate 6.769 dosi di anticorpo monoclonale contro il Vrs, con una copertura del 75,71%
La campagna di immunizzazione
Regione Lombardia l’ha fatto già dall’anno scorso promuovendo una campagna di immunizzazione nei neonati tramite anticorpo monoclonale. In Bergamasca, stando a dati pubblicati dall’Ats, nella campagna 2024/2025 (dal 1° novembre 2024 al 31 marzo 2025) sono state somministrate 6.769 dosi di anticorpo monoclonale contro il Vrs, con una copertura del 75,71%.
L’obiettivo di Forza Italia
Ora Forza Italia punta a uniformare la normativa a livello nazionale, proponendo questo specifico obbligo vaccinale. Lo chiede una mozione presentata da Jonathan Lobati, consigliere regionale di Forza Italia, e sottoscritta dal gruppo azzurro al Pirellone: nel documento «si invita la Giunta regionale a sollecitare il ministero della Salute affinché vengano armonizzati i criteri di somministrazione a livello nazionale, oggi difformi tra le Regioni, garantendo pari opportunità e una migliore organizzazione». Al tempo stesso, Forza Italia propone «di garantire a tutti i neonati e lattanti, alla loro prima stagione epidemica, l’immunizzazione contro l’Vrs, introducendo l’obbligo di immunizzazione», e di «sostenere l’attivazione da parte del ministero della Salute affinché sia offerto alle donne in gravidanza, tra la 32ª e la 36ª settimana con parto previsto nella stagione epidemica, il vaccino proteico ricombinante bivalente anti-Vrs». Lobati ribadisce i risultati di quanto già fatto in Lombardia: «La Regione, con la sua campagna di immunizzazione, ha ridotto in modo significativo i casi di bronchiolite da Vrs – rimarca il consigliere azzurro -, passando da 6.000 accessi nelle stagioni 2022/23 e 2023/24 ai 1.500 della scorsa stagione, con solo 600 ricoveri contro i 2.350 degli anni scorsi. Una strategia che ha migliorato la tutela della salute dei più piccoli e ridotto la pressione sulle strutture sanitarie».
In un’estate di nuovo attraversata da scontri politici sui vaccini, Forza Italia si schiera dalla parte della scienza. Così, la questione arriverà anche sui tavoli nazionali. Sempre sul Vrs, «presenterò un’interpellanza urgente al ministro della Salute Orazio Schillaci – annuncia Alessandro Sorte, deputato bergamasco di Forza Italia e segretario regionale del partito – per chiedere il quadro preciso della situazione, quale sia la strategia che intende applicare in vista della prossima stagione epidemica e se non ritenga opportuno un intervento per armonizzare i criteri di somministrazione a livello nazionale, superando le disomogeneità a livello regionale così da assicurare pari opportunità di prevenzione per tutti i bambini. Chiederemo inoltre se in base ai dati di copertura il ministero voglia valutare l’introduzione dell’obbligo di immunizzazione per tutti i neonati e lattanti alla loro prima stagione epidemica, favorendo un’organizzazione più efficace e capillare».
Uno studio condotto in più ospedali della Toscana e pubblicato sulla rivista scientifica «Journal of Infection» ha confermato un’efficacia del 90% del nirsevimab – l’anticorpo monoclonale impiegato anche in Lombardia – nel prevenire l’infezione da Vrs
Anche Sorte ribadisce l’effetto positivo della prevenzione: «Questa strategia non solo ha tutelato la salute dei più piccoli, ma ha anche alleggerito il carico sulle strutture sanitarie: risultati che ci rendono orgogliosi e grati nei confronti dei professionisti sanitari in prima linea nella campagna. Sono convinto che questa sia la strada giusta, come indicano anche le più autorevoli e importanti società scientifiche, che confermano che la co-somministrazione con gli usuali vaccini dell’infanzia è possibile e non ha controindicazioni». Proprio in questi giorni, uno studio condotto in più ospedali della Toscana e pubblicato sulla rivista scientifica «Journal of Infection» ha confermato un’efficacia del 90% del nirsevimab – l’anticorpo monoclonale impiegato anche in Lombardia – nel prevenire l’infezione da Vrs.
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