Cardiologia pediatrica, un piccolo sensore per monitorare da casa la pressione polmonare
LA NOVITÀ. La procedura eseguita su due ragazze di 11 e 16 anni con cardiomiopatia ipertrofica. L’Ospedale «Papa Giovanni XXIII» di Bergamo è attualmente tra i primi centri in Italia ad aver effettuato questa procedura in ambito pediatrico. La novità viene presentata in occasione della Giornata Mondiale del Cuore 2026.
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Bergamo
Due ragazze di 11 e 16 anni, entrambe affette da cardiomiopatia ipertrofica sono le prime pazienti in età pediatrica dell’Ospedale di Bergamo a essere sottoposte all’impianto di un dispositivo per il monitoraggio da remoto della pressione arteriosa polmonare. Le due procedure sono state effettuate mercoledì 23 settembre dall’équipe della Cardiologia 2 – cardiopatie congenite del bambino e dell’adulto dell’Asst Papa Giovanni XXIII.
Come funziona l’impianto
Il sensore CardioMems è un dispositivo delle dimensioni di una graffetta che, una volta posizionato nell’arteria polmonare durante una procedura minimamente invasiva, monitora le variazioni di pressione polmonare che indicano un peggioramento dell’insufficienza cardiaca. Il sensore trasmette in modalità wireless le letture della pressione quotidiana al team ospedaliero, consentendo ai cardiologi di modulare la terapia farmacologica in tempo reale per combattere la progressione verso l’insufficienza cardiaca in fase successiva.
Si tratta di una procedura finora utilizzata prevalentemente nei pazienti adulti e che rappresenta, in ambito pediatrico, una delle prime esperienze in Italia e l’unico nel Nord Italia. Le due pazienti sono seguite dalla Chirurgia dei trapianti e del trattamento chirurgico dello scompenso e in particolare da Attilio Iacovoni, cardiologo della struttura che afferisce al Dipartimento cardiovascolare, diretto da Michele Senni. Le procedure sono state eseguite dalla Cardiologia 2 – cardiopatie congenite del bambino e dell’adulto con il cardiologo interventista Domenico Sirico, con il direttore Francesca Raimondi che ha contribuito nella valutazione e selezione dei casi da sottoporre alla nuova procedura.
«L’introduzione di questa metodica ha un duplice obiettivo – spiega Domenico Sirico - da una parte rendere più precisa e tempestiva la gestione clinica dello scompenso, favorendo una presa in carico sempre più efficace anche a domicilio; dall’altra ridurre la necessità di ricorrere a misurazioni seriali invasive della pressione polmonare attraverso il cateterismo cardiaco».
Il monitoraggio da remoto consente invece di acquisire informazioni cliniche importanti attraverso una procedura semplice e ripetibile a domicilio
Quest’ultimo è un aspetto particolarmente rilevante in età pediatrica, dove la ripetizione del cateterismo cardiaco comporta non solo l’esposizione ai rischi propri di una procedura invasiva, ma anche un impatto significativo sul piano psicologico, considerando che viene effettuato in sedazione. Il monitoraggio da remoto consente invece di acquisire informazioni cliniche importanti attraverso una procedura semplice e ripetibile a domicilio.
Monitoraggio e migliore percorso di cura
L’esperienza rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo di un modello di assistenza cardiovascolare pediatrica sempre più orientato al monitoraggio continuo, alla personalizzazione della terapia e alla possibilità di gestire a domicilio una parte significativa del percorso di cura, riducendo al contempo il ricorso a procedure invasive.
«L’introduzione di tecnologie come questa ci permette di continuare a offrire cure tempestive, senza dover ricorrere ogni volta a procedure invasive. Per un bambino può fare una grande differenza»
«L’introduzione di tecnologie come questa ci permette di continuare a offrire cure tempestive, senza dover ricorrere ogni volta a procedure invasive – sottolinea il direttore sanitario Alessandro Amorosi. – Per un bambino può fare una grande differenza. È una direzione che stiamo già seguendo, laddove possibile, e che potrà riguardare in futuro anche altri pazienti, soprattutto quelli più fragili, per i quali evitare procedure invasive può essere particolarmente importante».
«Questa esperienza conferma il percorso di innovazione che la cardiologia pediatrica del Papa Giovanni XXIII promuove da anni – commenta il direttore generale Francesco Locati –. L’introduzione di nuove tecnologie ha valore quando si traduce in cure più efficaci, tempestive e meno invasive, insieme all’innovazione nelle procedure e nell’organizzazione dell’assistenza».
La notizia del duplice impianto viene diffusa in occasione della Giornata Mondiale per il Cuore, una campagna internazionale di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie cardio-cerebrovascolari giunta quest’anno alla ventiseiesima edizione. La campagna, promossa dalla World Heart Federation insieme a una rete di oltre 200 organizzazioni nazionali in più di 100 Paesi, anche quest’anno lancia lo slogan “Don’t Miss a Beat” per sensibilizzare sull’importanza delle malattie cardiovascolari e della prevenzione e promuovendo una maggiore attenzione alla salute del cuore.
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