La salute / Bergamo Città
Domenica 15 Febbraio 2026
Disturbi alimentari, cresce l’emergenza: una campagna per intercettare i ragazzi
L’INTERVENTO. Da lunedì 16 febbraio l’iniziativa di sensibilizzazione sugli autobus di Atb. Un «tassello» del progetto «Sc(hi)accia DCA»: finanziato da Fondazione della Comunità Bergamasca coinvolge anche scuole e centri sportivi.
C’è un’età in cui il corpo diventa una domanda, una misura, un confronto continuo. In cui ci si guarda allo specchio e non ci si vede più per quello che si è, ma per quello che si pensa di dover essere. Un corpo da correggere, da ridurre, da scolpire. È lì che possono insinuarsi pensieri silenziosi e pericolosi e il disturbo della nutrizione dell’alimentazione può trovare terreno fertile per nascere. A Bergamo, questa rottura sta diventando un’emergenza sempre più forte.
L’ emergenza
i percorsi di ricovero sono passati da 59 nel 2021 a 125 nel 2024, con una crescita media del 20% all’anno
Al Centro per la diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA) dell’Istituto Palazzolo – attivo dal 2001 e unico servizio di riabilitazione nutrizionale con posti letto in provincia – i percorsi di ricovero sono passati da 59 nel 2021 a 125 nel 2024, con una crescita media del 20% all’anno. Dal 2001 sono circa 3.500 le persone prese in carico. Si abbassa l’età dei pazienti, aumentano i casi tra i preadolescenti (nel Centro la soglia di accoglienza è fissata ai 15 anni, ma il trend dell’insorgenza si aggira attorno agli 11/12 anni). E crescono anche le diagnosi tra i ragazzi: da tre nel 2023 a otto nel 2024, spesso legate alla vigoressia e al culto del corpo muscoloso.
La campagna sui bus
Monitor a bordo dei bus e alla stazione della funicolare avranno l’obiettivo di aumentare la consapevolezza, favorire l’intercettazione precoce del disagio e ridurre l’isolamento che spesso accompagna chi soffre di disturbi della nutrizione dell’alimentazione
Per intercettare il disagio là dove vivono e si muovono gli adolescenti, prende il via la campagna di sensibilizzazione del progetto «Sc(hi)accia DCA» (finanziato dalla Fondazione della Comunità Bergamasca) dal titolo «Parla (di) come mangi», creata in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Studiomeme di Bergamo. A partire da domani, fino alla fine del 2026 in diversi momenti dell’anno, la campagna verrà veicolata sugli autobus Atb e alla stazione inferiore della funicolare per Città Alta. L’iniziativa, promossa da Istituto Palazzolo – Centro per la diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA), in collaborazione con Atb, utilizza uno dei luoghi più frequentati dai giovani – il trasporto pubblico – per diffondere messaggi di prevenzione. Monitor a bordo dei bus e alla stazione della funicolare avranno l’obiettivo di aumentare la consapevolezza, favorire l’intercettazione precoce del disagio e ridurre l’isolamento che spesso accompagna chi soffre di disturbi della nutrizione dell’alimentazione.
La campagna vuole anche promuovere l’app «Sc(hi)accia DCA». La prima app in Italia dedicata ai disturbi alimentari, gratuita e scaricabile su smartphone e che consente di informarsi, riconoscere segnali di disagio, interagire in forma anonima con operatori competenti e orientarsi ai servizi di cura presenti sul territorio (da quando è attiva, dal 2016, è stata scaricata 20mila volte). «Il trasporto pubblico non è solo un servizio di mobilità, ma anche uno spazio quotidiano di relazione e comunicazione. Portare messaggi di prevenzione nei luoghi della vita quotidiana può favorire una maggiore consapevolezza e contribuire a intercettare il disagio in fase precoce», afferma Liliana Donato, direttore generale di Atb.
La campagna vuole anche promuovere l’app «Sc(hi)accia DCA». La prima app in Italia dedicata ai disturbi alimentari, gratuita e scaricabile su smartphone e che consente di informarsi, riconoscere segnali di disagio, interagire in forma anonima con operatori competenti e orientarsi ai servizi di cura presenti sul territorio
Le progettualità
La campagna rientra nel progetto più ampio «Sc(hi)accia DCA»: disturbi del comportamento alimentare e salute mentale negli adolescenti» finanziato dalla Fondazione della Comunità Bergamasca all’interno del Bando Salute mentale 2025. L’iniziativa coinvolge scuole, spazi sportivi - grazie alla collaborazione con il Csi Bergamo - e luoghi di aggregazione giovanile della provincia di Bergamo e vuole essere un segnale concreto per portare il tema della salute mentale fuori dagli ambulatori e dentro la vita quotidiana della città. «I disturbi alimentari – sottolinea Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca – rappresentano una fragilità complessa e spesso silenziosa, che coinvolge in modo particolare gli adolescenti e interpella non solo il sistema sanitario, ma l’intera comunità educante. Prendersi cura delle nuove generazioni significa intercettare il disagio prima che diventi emergenza. Il valore di questo progetto sta nella sua capacità di fare rete: scuole, servizi, mondo sportivo, e ambito sanitario lavorano insieme per aumentare consapevolezza, ridurre lo stigma e favorire l’accesso ai percorsi di aiuto».
Le attività nelle scuole
Tra le azioni principali del progetto sono previsti percorsi di sensibilizzazione e confronto nelle 17 scuole secondarie di secondo grado aderenti al progetto e un’indagine on line sul rapporto tra social media e DCA destinata agli studenti. «Il primo passo di queste azioni nelle scuole è promuovere la conoscenza e la sensibilizzazione sul problema coinvolgendo i compagni di classe come caregiver - spiega Simone Raineri, coordinatore del CDCA -. Non devono farsi carico del problema, ma imparare a cogliere segnali e fornire supporto, ad esempio utilizzando l’app dedicata. Da quando è attiva, ormai da dieci anni, riscontriamo una maggiore sensibilità: i compagni sono diventati più attenti nell’identificare i segnali di disagio tra loro». Oltre 5mila alunni saranno raggiunti direttamente, insieme a insegnanti e famiglie. Dopo una prima sperimentazione con gli istituti scolastici Amaldi di Alzano Lombardo e Lotto di Trescore avvenuta lo scorso anno, infatti, l’indagine è da poco stata estesa alle altre scuole.
«I social possono avere un ruolo deleterio nel diffondere una visione distorta dei disturbi alimentari: contenuti che banalizzano o spettacolarizzano la malattia, proponendo modelli di magrezza estrema o di ipermuscolosità. Il virtuale è oggi uno dei principali costruttori dell’identità corporea»
In questa indagine (i dati dalle scuole verranno raccolti entro la fine dell’anno scolastico e verranno presentati a ottobre/novembre in occasione del 25° anno del CDCA dell’Istituto Palazzolo), si analizzerà come il disturbo alimentare viene raccontato on line, con particolare attenzione ai social, spesso percepiti come strumenti di auto-aiuto o addirittura «terapia» provocando, però, profonde fratture in chi sta vivendo e affrontando il delicato percorso della malattia. «I social – continua Raineri – possono avere un ruolo deleterio nel diffondere una visione distorta dei disturbi alimentari: contenuti che banalizzano o spettacolarizzano la malattia, proponendo modelli di magrezza estrema o di ipermuscolosità. Il virtuale è oggi uno dei principali costruttori dell’identità corporea: può essere fattore di rischio, ma anche diventare spazio di consapevolezza se accompagnato da strumenti critici».
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