Epatite A, a Bergamo 5 casi nel 2026. Ats: «Nessun aumento, ma resta alta l’attenzione»
I DATI. Non si registra alcun aumento dei nuovi casi di epatite A nella provincia di Bergamo. Lo conferma Ats Bergamo, che attraverso la Struttura complessa Malattie Preventive nelle Comunità mantiene alta l’attenzione su prevenzione e controllo della diffusione.
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Nel 2025 in provincia di Bergamo si sono registrati 11 casi di epatite A, in calo rispetto ai 18 del 2024. Tra il 2024 e aprile 2026 i casi complessivi sono stati 34. Le fasce più colpite restano quelle tra i 25 e i 54 anni.
In Italia negli ultimi anni si sono verificate epidemie legate al consumo di alimenti contaminati o a specifici comportamenti a rischio. Ats sottolinea l’importanza della prevenzione, a partire da una corretta igiene e da un’adeguata cottura degli alimenti.
Che cosa è l’epatite A
L’epatite A è un’infezione virale acuta del fegato. Si manifesta con sintomi spesso simili all’influenza: malessere generale, stanchezza, nausea, dolori addominali e talvolta febbre. Nei casi più evidenti compare anche l’ittero, con colorazione giallastra della pelle e delle congiuntive. Nei bambini può essere asintomatica o molto lieve. In genere la malattia ha un decorso benigno e non diventa cronica, anche se in rari casi può evolvere in forme più gravi.
Come si trasmette: attenzione a cibo e igiene
Il virus si trasmette per via oro-fecale, soprattutto attraverso alimenti contaminati. Particolarmente a rischio sono i frutti di mare crudi o poco cotti. Il contagio può avvenire anche tra conviventi, prima della comparsa dei sintomi, a causa di una scarsa igiene. In alcuni casi è possibile anche la trasmissione tramite rapporti sessuali tra uomini.
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