Morte cardiaca improvvisa Un evento non così raro
Christian Eriksen in ospedale dopo l’arresto cardiaco che lo ha colpito in campo

Morte cardiaca improvvisa
Un evento non così raro

Nel 50% dei casi non sono rilevati precedenti di rilievo. Spesso è il frutto di una cardiopatia «silente».

Il grande atleta che crolla in campo. L’arresto cardiaco che ha colpito Christian Eriksen durante la partita che la Nazionale danese stava disputando il 12 giugno scorso, ha avuto, come tutti sanno, un epilogo felice. A strappare da morte certa il calciatore sono stati in primis i compagni di squadra, che avendo subito percepito la pericolosità della situazione, hanno attivato i soccorsi, e successivamente i membri dello staff medico che tempestivamente hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Alternando il massaggio cardiaco alle scariche del defibrillatore, il cuore di Eriksen ha ripreso a battere correttamente. Pochi attimi e il sangue è ritornato a pulsare nelle arterie e con esso la vita, al punto che il giocatore è uscito cosciente dal campo di gioco. Lo dice il dott. Fernando Scudiero, specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare, dirigente medico dell’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’Asst Bergamo Est che collabora con Politerapica di Seriate, convenzionata con Asst Bergamo Est.

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