Ortopedia e traumatologia, nelle sale operatorie è in arrivo il robot

L’INNOVAZIONE. L’ospedale «Papa Giovanni» punta su robotica e chirurgia mininvasiva. L’elevata specializzazione porta anche a un’intensa attività assistenziale.

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La chirurgia mininvasiva rappresenta oggi uno degli ambiti di maggiore innovazione in ortopedia, grazie ai benefici ormai consolidati per i pazienti: minore perdita di sangue, ridotto trauma ai tessuti molli, meno dolore post-operatorio e un recupero funzionale più rapido.

In questa direzione si inserisce il percorso intrapreso dalla Ortopedia e Traumatologia dell’Asst Papa Giovanni XXIII, che ha fatto della chirurgia protesica mininvasiva dell’anca, sia con accesso anteriore sia posteriore, uno dei pilastri della propria attività. L’obiettivo è offrire a ogni paziente un trattamento sempre più personalizzato e con il minore impatto chirurgico possibile, garantendo il massimo risultato clinico.

A rafforzare questo percorso contribuirà l’imminente acquisizione di un sistema robotico dedicato alla chirurgia protesica di anca e ginocchio. La tecnologia robotica affiancherà l’esperienza dei chirurghi, consentendo una pianificazione ancora più accurata e un’esecuzione estremamente precisa dell’intervento. Si tratta di una scelta strategica che conferma la volontà della struttura e dell’Ospedale di investire nella tecnologia d’avanguardia per garantire una adeguata gestione dei casi a maggiore complessità.

Nel trattamento protesico dell’anca, il robot permetterà una pianificazione tridimensionale personalizzata dell’impianto e una più accurata ricostruzione della lunghezza degli arti. Nella chirurgia del ginocchio garantirà una precisione ancora maggiore nell’esecuzione dei tagli ossei e nel bilanciamento dei legamenti. L’introduzione di questa tecnologia porterà in futuro anche un effetto positivo sulle liste d’attesa. Superata la fisiologica fase iniziale di apprendimento infatti, i tempi in sala operatoria saranno minori rispetto agli interventi tradizionali. Inoltre i giorni di ricovero potranno in molti casi ridursi, grazie a un recupero funzionale migliore delle articolazioni del paziente in fase post-operatoria. Il robot contribuirà inoltre a diminuire ulteriormente il rischio di complicanze infettive, già oggi inferiore ai valori di riferimento.

«La robotica non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica le capacità - sottolinea Federico Chiodini, Direttore della Ortopedia e Traumatologia dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. Ci consente di pianificare ogni intervento in modo sempre più personalizzato, migliorando la precisione del gesto chirurgico e offrendo ai pazienti un recupero più rapido e risultati ancora più affidabili. È un investimento che rafforza il ruolo dell’Ortopedia del Papa Giovanni come centro di riferimento per la chirurgia articolare complessa, mantenendo sempre al centro la qualità delle cure e la personalizzazione del trattamento».

I numeri del reparto

Ogni anno l’Unità esegue circa 400 interventi di protesi d’anca e 200 di protesi di ginocchio, nell’ambito di un’attività che comprende il trattamento delle patologie degenerative e traumatiche dell’apparato osteoarticolare, del paziente politraumatizzato, delle fratture dell’adulto e del bambino, delle lesioni del bacino, delle infezioni osteoarticolari e delle metastasi ossee. Accanto alla chirurgia protesica primaria e di revisione, la struttura è specializzata nella chirurgia conservativa e artroscopica, nell’ortopedia pediatrica e nella chirurgia computer-assistita, applicata sia alla protesica sia alla traumatologia.

L’elevata specializzazione si traduce in un’intensa attività assistenziale: nel 2025 sono stati eseguiti 3.212 interventi chirurgici tra Bergamo e San Giovanni Bianco, con 2.175 ricoveri ordinari, 365 ricoveri diurni e oltre 19.000 prestazioni ambulatoriali. L’attività clinica è affiancata dalla formazione universitaria, come sede della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell’Università Statale di Milano e della School of Medicine and Surgery dell’Università degli studi di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo

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