Pronto Soccorso, ecco perché chi arriva primo non sempre è visitato prima
EMERGENZA. Quando arriva un problema di salute improvviso, il Pronto Soccorso rappresenta spesso il primo punto di riferimento. Ma una cosa è importante sapere fin dall’ingresso: qui non si viene visitati in base all’ordine di arrivo.
Lettura 1 min.A stabilire chi ha la precedenza è la gravità della condizione clinica. Ad accogliere ogni paziente c’è un infermiere esperto di Triage. In pochi minuti raccoglie informazioni sui sintomi, sulla storia clinica, sulle eventuali allergie e misura alcuni parametri fondamentali, come pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione e temperatura. È una valutazione rapida, ma decisiva, perché da quel momento viene assegnato un codice di priorità. In Lombardia, come previsto dalle indicazioni nazionali, il sistema prevede cinque livelli.
Usare correttamente il Pronto Soccorso è anche un gesto di responsabilità verso gli altri: significa lasciare che le risorse dell’emergenza siano disponibili per chi rischia davvero la vita.
Il Codice 1, rosso, riguarda chi presenta un’interruzione delle funzioni vitali o un immediato pericolo di vita: è il caso, ad esempio, di un arresto cardiaco e richiede un intervento immediato. Il Codice 2, arancione, indica il rischio di compromissione delle funzioni vitali o una condizione caratterizzata da dolore intenso, come un tipico dolore toracico di origine cardiaca. L’obiettivo è garantire la visita entro 15 minuti. Con il Codice 3, azzurro, il paziente è clinicamente stabile, ma la sua condizione potrebbe peggiorare. Può essere il caso di un trauma cranico in una persona anziana che assume farmaci anticoagulanti. Il tempo massimo indicativo di attesa è di 60 minuti. Il Codice 4, verde, riguarda situazioni non urgenti, come una ferita che necessita di sutura ma senza sanguinamento importante. Il tempo di attesa indicativo può arrivare a 120 minuti. Infine, il Codice 5, bianco, riguarda problemi di minima gravità, potenzialmente gestibili anche attraverso altri servizi sanitari, come un dolore articolare presente da giorni. L’attesa indicativa può arrivare fino a 240 minuti.
Se, durante l’attesa, le condizioni peggiorano o compaiono nuovi sintomi, bisogna comunicarlo subito all’infermiere di Triage, che rivaluterà la situazione
Naturalmente, questi tempi possono cambiare. Il Pronto Soccorso è un luogo in continuo movimento ed evoluzione: l’arrivo improvviso di una persona coinvolta in un grave incidente o colpita da un’emergenza cardiovascolare può richiedere immediatamente l’intervento di un’intera équipe, facendo necessariamente slittare le attese degli altri pazienti. E c’è un altro aspetto importante: il codice assegnato non è definitivo. Se, durante l’attesa, le condizioni peggiorano o compaiono nuovi sintomi, bisogna comunicarlo subito all’infermiere di Triage, che rivaluterà la situazione. Comprendere questo meccanismo aiuta a vivere l’attesa con maggiore consapevolezza. Usare correttamente il Pronto Soccorso è anche un gesto di responsabilità verso gli altri: significa lasciare che le risorse dell’emergenza siano disponibili per chi rischia davvero la vita.
Per i problemi non urgenti, il primo riferimento resta il medico di medicina generale o, quando necessario, il servizio di continuità assistenziale, contattabile al numero 116117.
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