Reflusso o ernia? Prima la diagnosi poi la cura adatta

I SINTOMI. Bruciore di stomaco, rigurgito acido, dolore toracico, difficoltà a deglutire sono sintomi comuni che riguardano milioni di italiani.

In molti casi dipendono dal reflusso gastroesofageo (GERD) ma possono anche essere la spia di un’ernia iatale, condizione diffusa e spesso strettamente collegata al reflusso. Per affrontarle in modo efficace il primo passo è inquadrarle correttamente. Come ci spiega il professor Stefano Olmi, responsabile della unità operativa di Chirurgia Generale e Oncologica, Centro di Chirurgia laparoscopica e robotica e referente dell’E-Gastric Center del Policlinico «San Marco» di Zingonia.

Professor Olmi, che cosa si intende per ernia iatale?

«Con ernia iatale si indica lo spostamento sopra il diaframma di una porzione più o meno grande di stomaco nel torace, attraverso lo iato esofageo, a seguito di un cedimento delle strutture anatomiche di sostegno. Questo provoca un’alterazione del meccanismo di ‘valvola’ esercitato dallo sfintere esofago-gastrico e il conseguente reflusso gastro-esofageo, ovvero

la risalita delle sostanze acide presenti nello stomaco, con conseguente sviluppo di infiammazione, bruciore e dolore. Il reflusso, quindi, può essere una conseguenza dell’ernia iatale. Oltre che dall’ernia iatale, il reflusso può essere però provocato anche da regimi alimentari e stili di vita poco equilibrati. In ogni caso, se non adeguatamente trattato, il reflusso gastroesofageo può rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di esofagite, metaplasia di Barrett e tumore esofageo».

Come si fa a capire se si tratta di un reflusso da ernia iatale?

«Per diagnosticare e distinguere un’ernia iatale da un “semplice” reflusso, oltre alla visita specialistica è necessario effettuare alcuni esami e in particolare la radiografia con mezzo di contrasto, l’esofagogastroscopia, la manometria esofagea, la Ph-impedenzometria esofagea delle ventiquattro ore».

Una volta inquadrato il problema correttamente, qual è la cura?

«Sia nel caso dell’ernia iatale sia di reflusso gastroesofageo, il primo trattamento per alleviare i sintomi è rappresentato dai cambiamenti dello stile di vita, riducendo alimenti come la caffeina e gli alcolici, i pasti abbondanti e le bevande gassate. Su prescrizione dello specialista, può essere utile anche la terapia con farmaci antiacidi, inibitori di pompa protonica (PPI) per ridurre la produzione di acido gastrico, e procinetici per favorire lo svuotamento dello stomaco. Se però è presente un’ernia e i farmaci non riescono a controllare i sintomi, può rendersi necessario ricorrere all’intervento chirurgico con il quale si ripristina il meccanismo antireflusso, correggendo il problema anatomico, riportando lo stomaco alla sua posizione originale. Se presente anche il reflusso gastroesofageo viene avvolto il fondo gastrico attorno all’estremità dell’esofago per impedire la comparsa di reflusso acido e la risalita dello stomaco in torace. Queste tecniche, nei centri specializzati come il nostro, vengono eseguite in laparoscopia o robotica e permettono di ottenere risultati duraturi nel tempo, con alta percentuale di guarigione o miglioramento a lungo termine (oltre il 90% a 10 anni) e una ritrovata qualità di vita. Si tratta di un intervento risolutivo, indicato per chi non risponde ai farmaci o non può tollerarli a lungo termine, specialmente se persone giovani».

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