Sanità, il punto in Aula. «Mancano infermieri e 626 medici di base»

IN REGIONE. L’assessore al Welfare Bertolaso: «Personale chiesto all’America Latina e ora anche all’Uzbekistan». Liste d’attesa troppo lunghe: «Entro l’anno Cup unico».

I medici di base? In tutta la Lombardia ne mancano 626, ma «lavoriamo sulla riorganizzazione e sulla loro formazione». Le liste d’attesa? «Il problema principale da affrontare e risolvere. Spesso si sente dire di tempi d’attesa infiniti: in un anno, vogliamo eliminare questa “battuta”». Il promesso Cup unico? «Entro fine 2026 sarà attivo in tutta la Regione».
Doveva durare tre ore, il 10 febbraio, il dibattito straordinario del Consiglio regionale sullo stato del sistema sociosanitario, ma ha sforato di parecchio, aprendosi in mattinata per poi concludersi nel pomeriggio inoltrato. Inevitabile, vista la delicatezza della materia.

«Per il personale medico ospedaliero la tendenza non è negativa (dal 2022 al 2025 è aumentato del 12,7%, ndr), mentre resta la carenza di infermieri

La seduta era stata richiesta dalle opposizioni (che prima del Consiglio hanno protestato con un presidio), e a dare le risposte è stato Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare. Con ordine, l’ex capo della Protezione civile è partito dagli organici: «Per il personale medico ospedaliero la tendenza non è negativa (dal 2022 al 2025 è aumentato del 12,7%, ndr), mentre resta la carenza di infermieri (-3% nello stesso periodo secondo le slide presentate, ndr): la Svizzera è attrattiva, noi abbiamo cercato di reclutare infermieri dall’America Latina ma i risultati non sono stati quelli attesi, e così ora stiamo facendo accordi con Paesi come l’Uzbekistan. Quanto ai medici di base, il calo è inesorabile dal 2021: ne servirebbero 626 per allinearci alla media nazionale. Tra le azioni previste, vogliamo incentivare l’utilizzo della tecnologia per rendere più efficiente il loro tempo di lavoro». Le liste d’attesa, riconosce Bertolaso, «sono il problema principale. Il numero di visite erogate è aumentato negli anni (+6,3% dal 2022 al 2025, ndr), e stiamo negoziando un programma di prestazioni aggiuntive nelle specialità più critiche».

Capitolo sanità privata: «Sappiamo benissimo che il privato cerca di avvalersi di prestazioni ad alta complessità (e quindi più remunerative, ndr), ma per questo – dice Bertolaso – stiamo riorganizzando l’architettura dei budget».

Scorrono poi dati e date, obiettivi e trend: la Regione punta a reclutare 3.500 infermieri entro il 2027, l’implementazione della Centrale unica della Continuità assistenziale procede (quella di Bergamo ha erogato 82.736 prestazioni nel 2025, record in regione), così pure l’avanzamento della nuova piattaforma di telemedicina (lo scorso anno è stato completato il passaggio nelle tre Asst orobiche), l’attivazione delle Case di comunità rispetterà le scadenze del Pnrr ed entro fine anno sarà a regime il Cup unico (la Bergamo Est l’ha «acceso» a novembre 2025, per la Ovest è atteso a marzo, per il «Papa Giovanni» a settembre).

Territorio e liste d’attesa

Tra le fila della maggioranza interviene Jonathan Lobati, consigliere di Forza Italia: «Giusto e doveroso lavorare alla riduzione delle liste di attesa, ma sulla medicina territoriale è fondamentale avvicinare i servizi sanitari ai cittadini che abitano nelle aree meno centrali, come le nostre valli. Quindi lavoriamo per fare in modo che, ad esempio, nelle Case di comunità vengano garantiti i servizi sanitari necessari e adeguati ai bisogni del territorio».

Dal centrosinistra Davide Casati, consigliere del Partito democratico, definisce quelle di Bertolaso come «parole e promesse forti, di cui non possiamo che essere soddisfatti, con l’auspicio che però non restino solo parole ma diventino realtà. Il Cup unico è fondamentale per poter gestire le disponibilità di visite ed esami di tutti gli ospedali pubblici e privati convenzionati. Senza questa pianificazione a monte, ogni provvedimento “cancella liste” sarà solo una toppa».
Casati ha poi ribadito la questione delle «agende chiuse», cioè l’impossibilità di fissare appuntamenti: «Ogni giorno riceviamo segnalazioni. Le persone lamentano la mancata presa in carico da parte delle strutture di quei pazienti che necessitano di controlli periodici, pazienti poi costretti di conseguenza a prenotare visite di controllo di follow up che si faticano a trovare».

«L’opposizione – è il commento del consigliere Pietro Macconi (FdI) – smetta di mistificare la realtà: parlare di disastro sanitario davanti a due milioni di prestazioni in più erogate negli ultimi tre anni è un insulto ai fatti. Le criticità sul personale sono un’eredità dei tagli lineari dei governi Pd; noi rispondiamo con soluzioni concrete». La discussione è terminata con la votazione di una serie di ordini del giorno: tutti bocciati quelli delle opposizioni; approvato, invece, quello della maggioranza per impegnare la Giunta regionale a «proseguire, consolidare e sviluppare le politiche sanitarie e sociosanitarie già avviate».

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