Trapianti, in 72 ore speranza di vita
per 16 pazienti
LA RETE LOMBARDA. «Al Papa Giovanni XXIII» di Bergamo una donazione di fegato e cornee. Bertolaso: «Programmazione rigorosa».
Una tre giorni di attività operativa senza precedenti per la rete trapianti della Lombardia. Grazie ad uno sforzo corale sono stati gestiti 7 donatori multiorgano e 2 multitessuto, in 72 ore, garantendo una nuova speranza di vita a 16 pazienti in lista d’attesa. Attività che hanno coinvolto anche Bergamo, e in particolare l’Asst Papa Giovanni XXIII, con una donazione di fegato e cornee.
Secondo l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, questo è «il risultato di una programmazione rigorosa e di una rete di professionisti che non ha eguali»: «Vedere 16 trapianti eseguiti in sole 72 ore, insieme a decine di innesti di tessuto che cambieranno la vita a moltissimi pazienti nei prossimi mesi, ci rende orgogliosi».
«Stiamo portando le tecniche più avanzate, come la donazione a cuore fermo, in ogni provincia»
L’operazione, coordinata dal Coordinamento regionale di procurement di Areu e dalla Sc Trapianti Lombardia NITp, ha coinvolto vari ospedali in regione confermando «la capacità della rete di intervenire con prontezza anche nelle situazioni cliniche più complesse» attraverso l’impiego di Ecmo team mobili. Tra gli altri interventi, anche due prime volte storiche: all’ospedale di Busto Arsizio (Asst Valle Olona) è stato effettuato il primo prelievo e trapianto di polmoni da donatore a cuore fermo non controllato e all’ospedale di Sondrio (Asst Valtellina e Alto Lario) è stata eseguita la prima donazione a cuore fermo controllata della storia dell’ospedale, grazie al supporto del team mobile dell’Asst Niguarda. «L’eccellenza è ormai diffusa in modo capillare su tutto il territorio regionale - commenta l’assessore -. Stiamo portando le tecniche più avanzate, come la donazione a cuore fermo, in ogni provincia. Il mio pensiero e il mio ringraziamento più profondo vanno alle famiglie dei donatori: la loro generosità, in un momento di immenso dolore, è il motore che permette alla nostra sanità di compiere questi miracoli quotidiani».
«La Lombardia punta a raggiungere entro la fine del 2026 la quota di 36 donatori per milione di abitanti (erano 20 nel 2021). Un obiettivo sostenuto dal rafforzamento dei programmi Dcd (donazione a cuore fermo) e da una rete che presidia 100 ospedali»
Interventi anche a Milano, Varese, Brescia, Cremona e Lodi. L’attività è stata completata da ulteriori 36 donazioni di sole cornee distribuite sul territorio. La Lombardia punta a raggiungere entro la fine del 2026 la quota di 36 donatori per milione di abitanti (erano 20 nel 2021). Un obiettivo sostenuto dal rafforzamento dei programmi Dcd (donazione a cuore fermo) e da una rete che presidia 100 ospedali. Fondamentale anche il ruolo delle banche dei tessuti: la cute prelevata è stata cruciale, tra l’altro, per ripristinare le scorte di tessuti in seguito all’emergenza ustionati legata alla recente tragedia di Crans-Montana. In questo contesto, Regione sta realizzando all’ospedale Niguarda la Banca regionale dei tessuti.
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