Colorate, sartoriali, uniche. «Sono un po’ naïf, come me» - Foto

Si chiamano «Le Bortole», e sono pochette pezzi unici, esplosione di colori, stoffe esuberanti e una sartorialità. «In onore della nonna» spiega Francesca Galimberti.

Colorate, sartoriali, uniche. «Sono un po’ naïf, come me» - Foto
Francesca Galimberti tra le sue «Bortole»

Un nome antico, evocativo per un progetto che ha radici nel secolo scorso. «Bortolina» era la sua nonna, all’anagrafe Giovanna Bartolomea Scandella: 16 fratelli e sorelle, famosa per il suo corpo esile e le sue mani d’oro. Sarta di Clusone, classe 1909, era ricamatrice raffinata, fin da ragazza a Milano a cucire doti preziose, camicie e corredini per le famiglie altolocate. Francesca Galimberti è stata la sua unica nipote, unita a Bortolina da un filo di gratitudine e affetto ed è da qui, che in suo onore («A colei che quel pedale sapeva muovere con tanta naturalezza prima velocissimo, poi quasi sospeso» si legge sulla pagina Instagram de «lebortole») e memoria, sono nate «Le Bortole», pochette pezzi unici, esplosione di colori, stoffe esuberanti e una sartorialità «che la nonna avrebbe apprezzato» spiega Francesca, 42 anni, nota a Bergamo per il suo lavoro nella «bottega del Noris», il marito ottico di via Zambonate.

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