Crac Cavalleri di Dalmine: provvisionale di 10 milioni
IL PROCESSO. Per la bancarotta, in primo grado. Assolto il Collegio sindacale. Cinque anni al presidente del Cda e tre anni e mezzo a un professionista.
Lettura 1 min.Dalmine
Si è concluso il processo di primo grado per il crac della «Cavalleri Ottavio spa» di Dalmine, con due assoluzioni piene e due imputati ritenuti responsabili solo per alcune delle contestazioni. Assolti da tutte le accuse invece i membri del collegio sindacale Alberto Ramadori, difeso dagli avvocati Oliviero De Carolis e Lorenzo Contrada (entrambi del foro di Roma) ed Edoardo Rosati (avvocati Oliviero De Carolis e Salvino Mondello di Roma).
Sono stati invece ritenuti responsabili, ma solo per alcune delle contestazioni (assoluzione per altre) Vincenzo Musarra (assistito dall’avvocato Giuseppe Scozzari del foro di Palermo), come presidente del Consiglio di amministrazione sino al luglio 2013, amministratore unico e poi liquidatore della società Lavori Generali Srl, amministratore unico della società Cavalleri Infrastrutture Srl, condannato a cinque anni, e Simone Arati (difeso dall’avvocato Cristian Mongodi del foro di Brescia), professionista redattore delle perizie di conferimento relative ai conferimenti di rami d’azienda alle società Lavori Generali Srl e Cavalleri Immobiliare Srl, a tre anni e mezzo.
Entrambi sono stati inoltre condannati al risarcimento del danno (in sede civile) e al pagamento di una provvisionale di dieci milioni di euro alla parte civile (fallimento Impresa Cavalleri Ottavio spa, assistita dall’avvocato Marco De Cobelli). Gli avvocati Scozzari e Mongodi, senza commentare la decisione del collegio giudicante (le motivazioni saranno depositate successivamente), dopo la lettura del dispositivo hanno rilevato come anche gli esiti della perizia (disposta dal tribunale) avessero escluso responsabilità in capo ai loro assistiti.
I passi della vicenda giudiziaria
La «Cavalleri Ottavio spa» è stata dichiarata fallita il 13 giugno 2017. Il procedimento per bancarotta fraudolenta ha visto otto persone accusate di aver provocato un buco di 71 milioni di euro nelle casse societarie.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, ci sarebbero state delle manovre per far sembrare la società in salute ed evitare il fallimento nel 2013. Nel lasso di tempo tra la richiesta di concordato preventivo del 25 novembre 2013 e il giugno 2017 i debiti sarebbero lievitati da 22 milioni a oltre 93. Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, ci sarebbe stata una sovrastima delle riserve.
E ci sarebbe stata la creazione delle controllate della galassia Cavalleri (in particolare Lavori Generali e Cavalleri Immobiliari) per alleggerire i bilanci della società. Tra le otto persone indagate, nel 2020 tre scelsero di patteggiare.
Tra loro, Gregorio Cavalleri (tre anni e quattro mesi in primo grado), liquidatore della società, ritenuto l’amministratore di fatto delle controllate Lavori Generali Srl, Cavalleri Infrastrutture Srl e Cavalleri Immobiliare Srl. Hanno scelto il dibattimento gli altri cinque indagati.
Il 20 febbraio 2025 è arrivata l’assoluzione per il commercialista Giorgio Berta per intervenuta prescrizione (nonostante la rinuncia). Per lui, la stessa procura aveva chiesto l’assoluzione «per non aver commesso il fatto», e assoluzione nel merito era stata invocata anche dalla difesa che rilevò come già il tribunale, i commissari giudiziali e i curatori avessero ritenuto corrette le sue asseverazioni.
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