Dalmine, la bretellina è pronta ma resta chiusa: il nodo sono le distanze dalla A4
L’OPERA. La strada realizzata da Atb nell’ambito del progetto dell’e-Brt per bypassare sp 525 e semaforo. Esposto di Autostrade. Al centro la fascia di rispetto e la posizione dell’illuminazione.
Lettura 3 min.Dalmine
Sotto il profilo delle opere, la bretellina tra via Roma e via Provinciale a Dalmine è praticamente conclusa, pronta per alleggerire il traffico della sp 525, incubo dei pendolari soprattutto ora che la nuova linea dell’e-Brt ha ridisegnato la viabilità tra Dalmine, l’hinterland e la città di Bergamo. Sulla tangenzialina, però, pende il contenzioso di Autostrade per l’Italia (Aspi), che da mesi ha congelato l’iter e dilatato (fino a quando? Non si sa) i tempi per l’apertura del tratto. Il motivo è stato messo nero su bianco nell’esposto dove Aspi sottolinea come la strada sia stata realizzata da Atb Mobilità all’interno della fascia di rispetto dell’A4, sottoposta a un vincolo di inedificabilità assoluta.
Del tema si è tornati a parlare in Consiglio comunale, con un’interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione del Pd, che hanno chiesto conto dello status quo del contenzioso, delle interlocuzioni avvenute tra il Comune, Autostrade e Atb (ma anche con la Provincia e il Comune di Bergamo) e di eventuali criticità – tecniche, autorizzative o procedurali – che impediscano la messa a disposizione della bretellina.
Il progetto risale al 2024
Realizzata da Atb con fondi del Pnrr, l’opera è strategica per fluidificare il traffico bypassando il famigerato semaforo della sp 525. Nel 2024 il progetto definitivo era stato approvato dalla Provincia di Bergamo, che ne aveva dichiarato la pubblica utilità. Oggi i circa 150 metri di strada che partono dalla rotatoria di via Provinciale (che si collega con viale Lombardia) e arrivano fino a via Roma, nella zona del velodromo della frazione di Sabbio, sono pronti per essere collaudati e aperti. Non fosse per l’esposto di Autostrade, presentato il 24 aprile scorso e sfociato in tre incontri formali, di cui uno plenario del 17 luglio con le rappresentanze di tutti gli enti coinvolti, e numerose interlocuzioni via Pec.
Il motivo della contesa
Ad aprire uno spiraglio, però, era stata la stessa Autostrade per l’Italia, che in una nota del 3 luglio inviata al Comune, fatte salve le opportune verifiche tecniche, aveva tracciato una via alternativa a un’eventuale demolizione.
«In sintesi – ha spiegato l’assessore alla Viabilità e alla mobilità Sara Simoncelli, relazionando al Consiglio –, per il tratto nella fascia di rispetto Autostrade considera la strada in sé compatibile con il vincolo». Il nodo riguarderebbe invece l’impianto di illuminazione al servizio della bretellina e realizzato sulla fascia di rispetto autostradale, «per cui occorre invece individuare una soluzione. È questo l’oggetto del confronto ancora in corso», ha continuato Simoncelli.
Autostrade apre al confronto
Nella stessa nota Autostrade avrebbe manifestato «la propria disponibilità a ulteriori interlocuzioni volte all’esaustiva analisi della questione finalizzata all’individuazione di una soluzione tecnico-giuridica utile alla tutela di tutti gli interessi pubblici rilevanti».
Da Atb la richiesta per aprire
Con una comunicazione del 23 luglio, oltre a ripercorrere l’iter della progettazione e a sottolineare come l’opera fosse da sempre compresa nel progetto dell’e-Brt, Atb aveva chiesto ad Autostrade il nulla osta all’utilizzo immediato della bretellina, subordinato al parere favorevole del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
«La bretella è stata realizzata nel rispetto delle fasce di rispetto previste – ribadisce Atb Mobilità in una nota –. Sono in corso da tempo interlocuzioni con Autostrade per l’Italia, che si è sempre dimostrata aperta al dialogo. Nell’ambito di questo confronto abbiamo più volte richiesto un riscontro e l’autorizzazione a procedere con l’apertura. Nonostante i ripetuti solleciti, non abbiamo ancora ricevuto una risposta definitiva che consenta di procedere».
Non ci sono date certe, ma per cercare di velocizzare i tempi, in un incontro del 16 ottobre scorso il Comune di Dalmine ha sollecitato Atb Mobilità a chiedere alla Provincia di riaprire la conferenza dei servizi per i soli tratti della strada interessati dal procedimento, per fissare una data di confronto.
Restano i disagi
Nel frattempo, oltre alle transenne che delimitano l’accesso alla nuova strada ancora chiusa, restano i disagi per «cittadini, residenti e attività produttive, per cui la tangenzialina rappresenta un intervento rilevante per la mobilità urbana: la mancata apertura sta generando incertezza e disagi», attacca il consigliere Renato Mora (Pd), sottolineando anche alcune criticità riguardanti gli attraversamenti pedonali in alcuni tratti della bretella.
La bretella oggi è vista dal territorio di Dalmine come un elemento fondamentale per bypassare il semaforo e districare la viabilità dell’area, ingarbugliata dalla nuova linea e-Brt. Un progetto nato per collegare velocemente il territorio, ma che ha finito per rallentare tutto il resto, tra semafori, corsie preferenziali e incidenti.
Le perplessità sulla strada non mancano di certo. «Andava pensata in modo diverso – ha aggiunto il sindaco Francesco Bramani –, ma oramai c’è e dobbiamo far in modo che funzioni, sollecitando perché tutti gli accorgimenti che abbiamo segnalato vengano messi in campo».
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