Dalmine, la maggioranza non si presenta. Salta il Consiglio

IL CASO. In aula solo 4 assessori. Le opposizioni: «Frattura insanabile, dimissioni». Sconcerto tra il pubblico.

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Manca il numero minimo di consiglieri e la seduta del Consiglio comunale di Dalmine, fissata per venerdì 5 maggio, slitta a stasera. Uno scenario inaspettato, che intorno alle 19 ha visto la riunione rinviata alle 18,30 di sabato 6, dopo la convocazione di ieri allo stesso orario.

Assenti il sindaco, Francesco Bramani, l’assessore all’Ambiente Michele Sorti e i consiglieri di maggioranza, un numero sufficiente a far slittare la seduta, mentre era regolarmente presente il resto della giunta (quattro assessori che hanno scelto anche di fermarsi per accogliere le istanze dei numerosi cittadini presenti).

«Una mancanza di rispetto»

«È la prima volta che succede una cosa del genere – accusa il capogruppo Pd, Renato Mora –. Assistiamo a una mancanza di rispetto verso il Comune, il Consiglio comunale e i cittadini che hanno tolto del tempo a famiglia e lavoro per essere presenti». Cittadini presenti in gran numero, oltre cinquanta al momento del rinvio della seduta, per assistere alla discussione su temi caldi come il rincaro del servizio di refezione scolastica e l’incontro con gli assistenti educatori scolastici in seguito allo sciopero. «Siamo di fronte a una frattura ormai insanabile all’interno della maggioranza – prosegue Mora –. Probabilmente questa scelta nasce dalla paura di dover rispondere a determinate domande». Tra queste, precisa il capogruppo, «l’interrogazione presentata riguardo la disputa con Autostrade per l’Italia sulla bretella di collegamento tra via provinciale e via Roma, quasi ultimata, in vista della nuova linea e-Brt di Atb, ma anche quella riguardo la sentenza del Tar che lo scorso 13 maggio ha accettato il ricorso di Aprica e annullato la delibera del Consiglio con cui si affidava la gestione dell’igiene ambientale alla Servizi comunali Spa». Chiedono «dimissioni immediate» da parte dell’amministrazione i consiglieri Francesco Caldarone (Pd), Davide Benedetti e Anna De Amici (Nostra Dalmine).

«Sconcerto e indignazione» da parte dei genitori presenti alla seduta: «Un servizio essenziale come la mensa dovrebbe essere una priorità per chi amministra una comunità» fa sapere una rappresentante.

«Ho voluto fermarmi per dare un segnale ai cittadini, far vedere loro che l’amministrazione c’è, ascolta le loro istanze e ha rispetto del tempo speso per partecipare alla seduta – spiega l’assessore alla Scuola, Francesca Samele –. La seduta non è slittata per paura di affrontare temi come il caro mensa». Con lei il vicesindaco Sara Simoncelli e gli assessori Cinzia Terzi (Servizi Sociali) e Tommaso Perani (Bilancio), che hanno ascoltato anche le rimostranze degli assistenti educatori scolastici. Nessun commmento da parte del sindaco Bramani.

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