Data center, stretta della Regione sui consumi di acqua e corrente

LA NOVITÀ. Il progetto di legge approvato ieri in giunta prevede modifiche alla normativa varata nel giugno scorso. Sertori: «Obiettivo, governare i nuovi insediamenti in modo coerente con le esigenze del territorio».

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Bassa Bergamasca

Arriva la stretta della Regione sull’insediamento dei data center sul territorio lombardo e sull’ampliamento di quelli esistenti. La giunta giovedì ha approvato la legge ordinamentale (una sorta di mille proroghe regionale) in cui sono state inserite modifiche alla legge regionale varata a giugno per regolare la realizzazione di nuovi centri dati. L’annuncio fatto due settimane fa dall’assessore regionale alle Reti energetiche Massimo Sertori, secondo il quale la normativa aveva bisogno di aggiustamenti, ha quindi avuto un seguito.

La stretta approvata riguarda in particolare l’utilizzo dell’acqua per i sistemi di raffreddamento, l’approvvigionamento dell’energia elettrica, la richiesta di connessioni alla rete Terna e le procedure urbanistiche che i Comuni dovranno seguire in specifici casi.

L’iter previsto

Ora la legge ordinamentale dovrà fare un passaggio nelle commissioni consigliari preposte per poi approdare in Consiglio regionale per l’approvazione. Per quanto riguarda la parte sui data center passerà per la V Commissione regionale Territorio infrastrutture mobilità e territorio, di cui sono presidente e vicepresidente i consiglieri regionali bergamaschi di Forza Italia Jonathan Lobati e di Fratelli d’Italia Michele Schiavi.

L’iter non prevede lo svolgimento di audizioni, ma il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha ottenuto che, per quanto riguarda i data center, se ne tenga una il 2 novembre: saranno prevedibilmente ricevuti Comuni e operatori privati del settore.

«In linea di massima siamo favorevoli alle modifiche introdotte – sostiene Schiavi –. Secondo noi, però, sarebbe stato necessario un confronto più approfondito, in particolare coi Comuni: ben venga quindi l’audizione». Dello stesso avviso Lobati: «Le modifiche introdotte sono di buon senso. In commissione verificheremo che non ci sia la necessità di ulteriori».

Acqua ed elettricità al centro

Per quanto riguarda la risorsa idrica, è stata vietata «l’adozione di sistemi di raffreddamento che comportino consumo di acqua, indipendentemente dalla provenienza della risorsa idrica». Fanno eccezione gli impianti a circuito chiuso. In pratica quelli che utilizzano sempre la stessa acqua in circolo, oppure i sistemi «che prevedano l’utilizzo di acqua contaminata e successivo trattamento ai fini della restituzione in ambiente».

In merito all’approvvigionamento dell’energia elettrica che deve alimentare le infrastrutture, è stato disposto che la quota non coperta da quella prodotta con fonti rinnovabili e autoconsumata nel sito debba essere «assicurata mediante uno o più accordi di compravendita di energia elettrica da fonti rinnovabili».

Quanto alle richieste di allacciamento alla rete Terna – in Bergamasca ne risultano 15 per l’installazione di nuovi data center –, Regione vuole evitare che alcuni sviluppatori presentino una richiesta non corrispondente a un concreto progetto di data center. Per questo è stato disposto che, chi la chiederà, dovrà ottenere da Terna la certificazione della fattibilità della connessione.

Variante al Pgt per i terreni

Per quanto riguarda, infine, i Comuni che vorranno permettere l’insediamento su un terreno a destinazione urbanistica agricola, non potranno ricorrere a nessuna procedura semplificata come il Suap (Sportello unico attività produttive). L’unica consentita è quella di una variante urbanistica al Pgt (Piano del governo del territorio) con il passaggio, quindi, in Consiglio comunale e il periodo di osservazioni aperto al territorio.

«Con queste modifiche – commenta Sertori – vogliamo adeguare la normativa a un fenomeno in rapida evoluzione, per essere in grado non soltanto di accogliere nuovi investimenti, ma soprattutto di governarli in modo efficace e coerente con le esigenze del territorio. Il nostro obiettivo è quindi valorizzare il forte interesse che il settore sta dimostrando verso la Lombardia, rafforzando al tempo stesso la sovranità digitale e il ruolo strategico che i centri dati svolgono in questo ambito».

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