(Foto di Colleoni)
Il VIAGGIO. Passeggeri soddisfatti, ma nervosismo tra gli utenti della strada. Da Verdellino a Lallio quasi sempre la priorità ai bus. Gentilissimi gli autisti.
Lettura 4 min.Un motociclista fermo al rosso che alza le braccia al cielo e poi indica all’autista del bus dell’e-Brt che sta percorrendo la rotatoria in senso opposto al suo come, dalla sua parte, la rotonda sia invece completamente libera. Come dirgli: perché sono qui fermo, se tu passi da quella parte? S
e chi viaggia a bordo dei nuovi autobus elettrici che collegano il capoluogo con la stazione ferroviaria di Verdellino si dice soddisfatto del servizio – «comodo e puntuale», lo definisce un passeggero in viaggio per andare in piscina –, un po’ meno entusiasti, per usare un eufemismo, sembrano essere gli altri utenti della strada. Il fatto che i bus gialli abbiano (quasi sempre) la priorità agli incroci e alle rotatorie lungo la statale 525 viene vissuto con un certo nervosismo. Che si tramuta in gestacci, pigiate sul clacson, epiteti e smorfie a finestrino abbassato. Diretti agli autisti che, va detto, mantengono un professionale aplomb e sono gentilissimi con l’utenza, ancora un po’ spaesata nell’impiego del nuovo servizio.
Servizio che lungo la tratta periferica, quella tra Verdellino e Lallio, mostra inevitabilmente delle criticità che presumiamo saranno via via risolte. A partire dalla rotatoria di Dalmine, dove la 525 si incrocia con la tangenziale sud e la Dalmine-Villa d’Almè. In sintesi: uno dei punti più trafficati di tutta la provincia. Qui i bus dell’e-Brt hanno la particolarità – unica di tutto il tragitto – di attraversare la rotatoria passandoci in mezzo. Sono state infatti ricavate le due corsie con le linee gialle per la percorrenza esclusiva di questi autobus elettrici proprio tagliando da nord a sud la rotonda: i pullman hanno la priorità, con il resto della circolazione che percorre la rotatoria regolata da semafori che diventano rossi quando arrivano i bus. Ma non sempre, per la verità, almeno soffermandosi a osservare la situazione per un po’.
Capita infatti che il bus giallo resti «bloccato» al centro della rotatoria con gli altri veicoli – tra i quali anche numerosi camion, viste le tante aziende e logistiche della zona – che percorrono invece la rotonda potendo contare sul semaforo verde. Una situazione che si può protrarre anche per alcuni minuti – due o tre – durante i quali il pullman e-Brt non ha più la precedenza. E le corsie interne alla rotatoria non sono dotate del semaforo per il mezzo pubblico (che è a righe bianche proprio come quelli per i tram): dunque l’autista, che nel resto del tragitto è invece supportato passo a passo dalla tecnologia (anche con telecamere proiettate sugli specchietti retrovisori digitali), qui a Dalmine deve sincerarsi esclusivamente a vista del fatto che i mezzi in transito nella parte della rotatoria riservata alla viabilità ordinaria si fermino perché dalla loro parte è scattato il rosso.
«Posso partire?», fa infatti cenno dal suo posto di guida a chi sta osservando la situazione dalla strada, quando vede che auto e camion si sono finalmente fermati per farlo passare. «È già capitato che qualcuno in auto andasse diritto e imboccasse le due corsie centrali riservate ai bus», racconta un uomo in bici che lavora nella zona.
E proprio le biciclette, così come i monopattini elettrici, rappresentano l’altra criticità per la tratta extra-urbana dell’e-Brt. Utilizzando la linea ci si rende conto di come tante persone in bicicletta percorrano la corsia riservata: non solo all’altezza dei centri abitati – dunque Lallio, Dalmine, Osio Sopra, Osio Sotto e Verdellino –, ma anche nelle tratte tra i vari comuni, dove ci si aspetterebbe meno di incrociare persone sulle due ruote. Eppure sono tanti, e soprattutto anziani, a utilizzare la bici evidentemente anche per raggiungere il paese accanto. Pensionati che vanno a fare la spesa al mercato del paese vicino e che poi tor no verso casa con ingombranti borse appese ai manubri.
E che, barcollando, si trovano alle spalle il fiato sul collo del bestione giallo: per spezzare una lancia a favore di chi è in bici e per onore di cronaca, va detto che di spazi per le biciclette in effetti non ce ne sono. Una buona parte della tratta dell’e-Brt prevede che le corsie riservate siano affiancate da muretti e che non ci sia alcuno spazio sul bordo stradale. Difficile, dunque, per un ciclista trovare una sua posizione per pedalare in sicurezza. E lo stesso avviene anche per i sempre più diffusi monopattini elettrici. Tanti invadono le corsie dell’e-Brt: manovra che, se effettuata da un’auto, comporta una multa al conducente grazie alle telecamere presenti lungo la tratta. Per le bici e i monopattini è più complesso risalire ai conducenti per una sanzione.
Per il resto, la corsa dell’e-Brt nella zona extra urbana è caratterizzata dai classici imprevisti della circolazione: mezzi dei corrieri che si fermano a lato della strada per scaricare – com’è accaduto a Verdellino, poco dopo la partenza dal piazzale della stazione – e costringono l’autista dell’e-Brt (in un tratto senza corsia riservata) a un complesso sorpasso. Il tratto più movimentato per i passeggeri, è quello di via Locatelli a Dalmine: qui i bus gialli snodati entrano nella cittadina fino all’antennone, dove tornano indietro girandoci attorno, ma la presenza di dossi e attraversamenti pedonali elevati ha un effetto da mare mosso per chi è seduto sul pullman. Dalmine, con le sue sei fermate sulle 21 totali, è però anche la zona dove si registra, perlomeno in questi giorni di fine estate, il maggiore afflusso di passeggeri. Tanti, come detto, sono spaesati dalla novità e chiedono informazioni all’autista. L’acquisto del biglietto è comodissimo, grazie al pos automatico direttamente a bordo del bus. E alle fermate non mancano pannelli informativi con tanto di Qr-code cui collegarsi per avere ulteriori informazioni, oltre alle tempistiche in real time. E se molti automobilisti non trattengono il nervosismo vedendo i privilegi dei bus gialli, tanti ne sembrano quasi intimoriti.
Come, a Osio Sotto, il conducente di un suv che tenta di uscire da un distributore sulla destra e non sa se può passare davanti all’e-Brt che è fermo, stranamente con il semaforo rosso, prima di una rotatoria. Anche qui entra in gioco l’autista, che fa cenno all’automobilista di passare pure, aiutandolo con dei cenni anche a rientrare nella sua corsia la cui visuale gli risulta nascosta dallo stesso pullman. E la gentilezza degli autisti resta tale anche quando, al capolinea di Verdellino, un passeggero chiede: «Quanto dista il policlinico San Marco?». A piedi saranno tre quarti d’ora, ma l’autista sorride e indica la vicina fermata dei bus di linea.
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