Greta ha una gran fretta e nasce «con la camicia» nel salotto di casa sua
IL LIETO EVENTO. Era ancora avvolta nel sacco amniotico. La chiamata al 112, l’arrivo a due minuti dal parto a Grassobbio. Mamma e bimba stanno bene.
Lettura 1 min.È nata «con la camicia» e tutto è filato per il verso giusto, nonostante la «fretta». La piccola Greta Fenili è venuta alla luce in casa, a Grassobbio, in contemporanea all’arrivo dell’ambulanza: sia lei sia la mamma stanno bene. Ma c’è una storia nella storia, in questo parto «casalingo»: la neonata era avvolta nel sacco amniotico integro (l’origine del detto «nascere con la camicia»), perché non si erano rotte le acque, una circostanza che si verifica una volta ogni 80mila nascite all’incirca.
«Il mio compagno nelle vesti di ostetrico»
È successo lunedì 26 ottobre: «Al mattino presto - racconta la mamma, Maria Natali - siamo andati al “Papa Giovanni” perché durante la notte avevo avvertito le contrazioni, ma ancora prima di giungere in ospedale avevano smesso. Quindi siamo tornati a casa, non era il momento». Greta, invece, era pronta per nascere. «Nel pomeriggio le contrazioni sono ricominciate – spiega la donna –, verso le 18 volevamo tornare in ospedale ma non abbiamo fatto in tempo. Ho sentito che la bambina voleva uscire, allora abbiamo chiamato il 112». Mentre l’ambulanza e l’automedica raggiungevano l’abitazione, l’operatore guidava al telefono Maria e il compagno Alessandro Fenili: «È andata bene – sorride la neomamma -. C’era un po’ di spavento e di panico, il mio compagno ha dovuto fare da ostetrico. Appena due minuti prima che la bimba nascesse, è arrivata l’ambulanza: medici e infermieri erano lì al momento del parto». Che è stato appunto peculiare, perché Greta aveva la «camicia». Madre e figlia sono state poi portate al «Bolognini» di Seriate: entrambe stavano bene, e questo pomeriggio potranno tornare a casa, dove le aspetta Giada, la primogenita, di quattro anni.
La rapidità dei soccorsi
«Mia figlia è infermiera, quindi è abituata alla gestione delle emergenze – prosegue Marina, mamma di Maria e nonna di Greta e Giada –. Ma questa non se la sarebbe certo aspettata. I soccorsi sono arrivati in tempi rapidissimi: nel giro di un quarto d’ora dalla chiamata, otto operatori erano sul posto. Sono stati bravissimi, proprio come l’operatore che era in contatto con loro al telefono».
Gioia e tensione, in quegli istanti, si mescolano nel rendere indelebile un evento così raro; subito dopo il parto, il neopapà ha avuto anche un mancamento dovuto allo stress, ma si è prontamente ristabilito. «È accaduto tutto molto velocemente - aggiunge la nonna -. Madre e figlia sono state caricate sulla barella avvolte nella coperta isotermica: con quei colori argentati, sembravano un meraviglioso regalo di Natale». Il più bello che ci possa essere, anche se un po’ in anticipo sulle feste.
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