Masano, il ricordo di Darek: «Un bambino dolcissimo: molto legato a mamma Federica»

IL RICORDO. La comunità caravaggina sotto choc per il terribile incidente stradale, aperta la camera ardente. «Li vedevamo spesso, siamo sconvolti. Lui era premuroso con lei e lei teneva molto alla sua educazione».

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Caravaggio

Nel volto sorridente e spensierato della fotografia in cui assieme al fratellino reggeva il maxi uovo di Pasqua vinto il 25 marzo scorso al «solito bar», il Madoogali Cafè dove andava con la mamma c’erano tutta la gioia e l’emozione di un bambino che guarda alla vita con grande stupore. Una vita che però ha riservato a Darek Szczesny un destino crudele, strappato dalle braccia dei propri cari a causa di un drammatico incidente avvenuto in un triste pomeriggio di settembre.

«Era molto premuroso, soprattutto con la madre, a cui era molto legato. Le stava sempre accanto, c’era un grande legame tra i due: lei teneva molto alla sua educazione»

A ricordarlo è la dipendente di un esercizio commerciale nel centro di Masano, la frazione di Caravaggio dove Darek viveva da quattro anni in via Carlo Merlo. Al bar il piccolo si recava spesso con mamma e fratellino per una colazione golosa a base di croissant, la sua preferita:

«Qua a Masano si è diffusa la notizia in pochi minuti – rivela la barista – e non ci volevo credere. Era un bambino fantastico e dolcissimo, che veniva spesso qui con la mamma, il fratellino e a volte anche col papà, che abita a Spino d’Adda, nel Cremonese». Darek era diventato una mascotte del locale: «La madre è originaria di Modica, in Sicilia, e qui non aveva altri parenti – aggiunge la barista –: eravamo un po’ come degli zii acquisiti per i due bambini, a cui vogliamo tanto bene».

Mostrando commossa la fotografia scattata qualche mese fa, la barista prosegue: «Erano felicissimi per quell’uovo di cioccolato vinto, erano entusiasti. Ora non ci resta che sperare per la mamma e il suo fratellino». Dello stesso avviso alcuni avventori del posto, che spiegano: «Era molto premuroso, soprattutto con la madre, a cui era molto legato. Le stava sempre accanto, c’era un grande legame tra i due: lei teneva molto alla sua educazione».

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Poi una parola anche per la madre quarantaquattrenne: «Sono qui da qualche anno, dopo essersi trasferiti da Milano. Si erano inseriti bene nella nostra piccola comunità. Vivevano Masano e interagivano positivamente con tutti: siamo in apprensione, speriamo in bene». Federica e il figlio minore sono stati trasportati in tutta fretta all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo nei minuti successivi all’incidente, dove sono stati operati d’urgenza e rimangono in prognosi riservata: in particolare la madre, trasportata nel capoluogo bergamasco con l’elisoccorso, è quella che versa in condizioni più critiche.

L’affetto della comunità

La famiglia di Federica Casa, avvertita dell’incidente già nella tarda serata di mercoledì, si è subito mobilitata: la madre e la sorella hanno preso il primo volo disponibile e sono giunte a Caravaggio nella tarda mattinata di ieri dove, visibilmente sconvolte, hanno fatto visita alla salma di Darek, che è stata composta nella camera mortuaria del cimitero, con la camera ardente aperta, sempre al cimitero, per tutta la giornata di oggi. Nell’attesa dell’arrivo di nonna e zia, alcuni vicini di casa di via Carlo Merlo si erano resi disponibili per aiutare la famiglia così duramente colpita, facendo da tramite con le onoranze funebri «Bosco Cavalli Vicario» per le prime pratiche.

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Anche il padre del bambino è stato immediatamente avvertito di quanto accaduto un quarto d’ora dopo le 18 sulla provinciale tra Caravaggio e Masano, giungendo sul luogo dell’incidente dopo pochi minuti e apprendendo della drammatica morte del figlio primogenito e del ferimento dell’ex moglie e del figlio minore.

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