Mulini, ponti, fossati e centrali: si mappano le strutture dei «paesaggi d’acqua»

PAGAZZANO. Presentato il progetto di ricerca di Fondazione Lemine: in campo tre Università. Dottorati di ricerca per avviare un’indagine accurata.

Studiare le strutture create dall’uomo in relazione all’acqua presenti sul territorio orobico, ma non solo. È questo l’obiettivo del progetto di ricerca «Paesaggi d’acqua nel territorio bergamasco» presentato sabato 25 novembre durante una giornata di studi promossa da Fondazione Lemine e Comune di Pagazzano, svoltasi nel castello visconteo di Pagazzano. Un progetto ideato da Marco Sannazaro (Università Cattolica di Milano-dipartimento di Storia, archeologia e storia dell’arte) e Piergiorgio Tosetti (Istituto nazionale di urbanistica-sezione Lombardia) e realizzato da Fondazione Lemine con la partecipazione attiva dell’Università Cattolica, dell’Università di Bergamo e dell’Università di Salerno e il patrocinio del Bim del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio, di UniAcque e della sezione lombarda della Frach-Fellowship of rotarians who appreciate cultural heritage – e dell’Associazione lombarda Piccole comunità con grandi patrimoni culturali.

«Il progetto – spiega Alberto Barzanò, direttore scientifico della Fondazione Lemine – si propone di avviare, attraverso l’attivazione di uno o più dottorati di ricerca previsti dal Pnrr, un’indagine accurata che censisca e approfondisca la conoscenza di tutte le testimonianze residue di questa articolata vicenda, mettendo in campo un approccio globale che integri, in ottica multidisciplinare, fonti e metodi diversi». Il progetto, quindi, «riguarda – continua – lo studio di tutte quelle strutture inerenti l’acqua presenti sul territorio, come ponti o castelli coi loro fossati».

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