Hapoel Tel Aviv a Bergamo, tifosi in corteo verso lo stadio. Una cinquantina di Pro Pal in via Pitentino - Foto e video

IL MATCH. Un migliaio di tifosi dell’Hapoel Tel Aviv hanno raggiunto lo stadio di Bergamo in corteo intorno alle 18 di giovedì 20 agosto per assistere al match di Conference League contro l’Atalanta. Una cinquantina di esponenti della «Rete Bergamo per la Palestina» al presidio di via Pitentino. Ingente dispiegamento di Forze dell’ordine.

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Dopo una mattinata tranquilla, con pochi tifosi dell’Hapoel Tel Aviv ben mimetizzati tra il centro e Città Alta (poche le maglie e le sciarpe ben visibili, i gruppetti si muovevano «in borghese»), nel primo pomeriggio di giovedì 20 agosto la situazione si è fatta più animata.

Il grosso dei supporter ha orbitato attorno a viale Papa Giovanni a Bergamo. Tanto che, nonostante le indicazioni iniziali fossero diverse, alla fine un buon numero di tifosi israeliani - quasi tutti con la maglia del club, e con loro anche alcuni «gemellati» del St. Pauli - è stato fatto convergere in piazzale Alpini.

Lì, con un ingente presidio delle Forze dell’ordine, poco prima delle 17 i fan sono stati caricati sui bus navetta in direzione dello stadio senza particolari tensioni. Ne ha risentito ovviamente il traffico. Diversi gruppi di tifosi dell’Hapoel hanno raggiunto stadio in autonomia. Intorno alle 18 si è formato un corteo di un migliaio di tifosi israeliani che ha raggiunto la New Balance Arena: sono state accompagnati al prefiltraggio del settore ospiti, a margine della Curva Sud dello stadio cittadino. Il settore ospiti dello stadio, che a piena capienza dovrebbe contenere 1.300 posti a sedere, è comunque esaurito.

Il presidio Pro Pal in via Pitentino

Sempre intorno alle 18, un centinaio di persone si sono ritrovate in via Pitentino per il presidio organizzato dalla «Rete Bergamo per la Palestina», all’insegna degli slogan «No alla partita della vergogna» e «Show Hapoel the red card» («Mostra il cartellino rosso all’Hapoel»). All’iniziativa ha annunciato l’adesione anche «Usb Bergamo». «Lo sport non può essere la copertura per i crimini di un regime genocida» dicono i promotori del presidio. I manifestanti hanno usato fumogeni e intonato cori: qualche tensione con le Forze dell’ordine per l’esposizione di uno striscione di protesta.

I lavori di messa in sicurezza allo stadio

In mattinata allo stadio si sono svolti alcuni lavori per la messa in sicurezza del piazzale in vista dell’ingresso e dell’uscita dei tifosi israeliani.

Le procedure di sicurezza pre partita

I tifosi ospiti saranno accolti direttamente allo stadio, filtraggio per impedire l’accesso delle bandiere palestinesi all’interno della New Balance Arena e un livello di sicurezza simile a quello messo in atto in città per altre partite di livello internazionale, come la Nazionale lo scorso marzo, il Borussia Dortmund a febbraio e il Bayern Monaco sempre a marzo. E, dunque, con personale di polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza in arrivo, come supporto, anche da fuori città con agenti e funzionari in assetto da ordine pubblico, ma anche specializzati in antiterrorismo e in antiesplosivo.

Divieto di sorvolo dello stadio

Sono i principali aspetti legati alla sicurezza in vista dei play off di Conference League questa sera allo stadio, dove scenderanno in campo l’Atalanta e la squadra israeliana dell’Hapoel di Tel Aviv. Già tra martedì e mercoledì i vertici delle forze dell’ordine si sono coordinati in diversi incontri in Prefettura e in Questura. In particolare saranno attivati dispositivi per inibire il sorvolo dei droni sopra e attorno allo stadio: mercoledì la Prefettura ha ottenuto da Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, il divieto totale di sorvolo dello spazio aereo sopra la New Balance Arena. Divieto che è scattato già nel pomeriggio di mercoledì e che perdurerà fino al termine dell’incontro di oggi e al successivo svuotamento dello stadio da parte dei tifosi nerazzurri e ospiti. Nel mirino c’è proprio la necessità di impedire il sorvolo da parte di droni di nessun tipo nell’area dello stadio, per evidenti motivi di sicurezza.

A Bergamo mille tifosi israeliani

In città sono attesi circa mille tifosi israeliani, che saranno scortati direttamente alla Curva Sud della New Balance Arena per il fischio d’inizio programmato alle 20.30. Mercoledì si era parlato di un iniziale raduno al Campo Utili, opzione poi sostituita da un più efficace trasferimento diretto allo stadio. In una nota l’Atalanta invita «tutti i tifosi che assisteranno all’incontro ad arrivare per tempo allo stadio, così da evitare code e attese agli ingressi. Il consiglio è quindi di raggiungere lo stadio con il necessario anticipo, sia per vivere al meglio l’attesa della partita, sia per favorire un accesso più rapido e agevole per tutti». I cancelli saranno aperti dalle 18.30.

Il presidio di Rete Bergamo per la Palestina

Solo mezz’ora prima, alle 18 in via Pitentino, la «Rete Bergamo per la Palestina» ha organizzato un presidio all’insegna degli slogan «No alla partita della vergogna» e «Show Hapoel the red card» («Mostra il cartellino rosso all’Hapoel»), cui ha annunciato l’adesione anche «Usb Bergamo»: «Di fronte al genocidio in atto in Palestina non c’è spazio per la neutralità – scrive la Rete –. Il sionismo ha massacrato quasi 600 sportivi e dirigenti palestinesi, radendo al suolo gli impianti e negando ogni diritto elementare. Impedire il match tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv significa rifiutare di sdoganare la pulizia etnica e le politiche coloniali israeliane. Lo sport non può essere la copertura per i crimini di un regime genocida».

Dichiarazioni che fanno seguito alle richieste alla Uefa, piovute a livello internazionale, di estromettere tutte le società israeliane dalle competizioni sportive, anche se, nel caso dell’Hapoel, va detto che il club è legato alla frangia antinazionalista di Israele. A ogni modo, stasera alla New Balance Arena i controlli di filtraggio agli ingressi serviranno anche a impedire che vengano introdotte bandiere palestinesi.

La scritta «Boycott Israel» sullo stadio

Intanto mercoledì sulle pareti esterne dello stadio è stata proiettata la scritta luminosa «Boycott Israel»: un’iniziativa rivendicata dall’«Equipaggio di terra di Bergamo» della Global Sumud Flotilla: «Si può assistere a una partita di calcio, non a un genocidio – spiegano –. Il boicottaggio di Israele non è più un’opzione politica tra le altre: è una necessità umanitaria, un dovere morale verso il popolo palestinese, che sta pagando con la vita il silenzio e la complicità internazionale. Abbiamo illuminato le pareti dello stadio per accendere un riflettore su uno Stato che, sotto gli occhi del mondo, è accusato di un genocidio a Gaza e un’occupazione militare sempre più violenta in Cisgiordania. Ogni partita di calcio favorisce la normalizzazione della violenza, ogni accordo commerciale è complicità. Non si costruisce cooperazione con chi bombarda ospedali, scuole e campi profughi. Bergamo non può essere complice».

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