Alla Gamec un anno di eventi pubblici e in sede la mostra «Eau» di Ana Silva

L’INTERVISTA. L’artista portoghese di origine angolana alla prima personale in Italia pone in primo piano il tema della scarsità di acqua in Africa e le conseguenze che ha soprattutto sui bambini.

Bergamo

L’educazione come pratica di libertà, apprendimento condiviso e strumento di trasformazione sociale: è questa la traiettoria del programma 2026 della Gamec, sotto la direzione di Lorenzo Giusti. Dopo il biennio 2024-2025 dedicato a nuovi format curatoriali con il percorso biennale di «Pensare come una montagna» il museo concentra l’intera annualità sul tema dell’educazione, settore strategico in vista della nuova sede.

Ispirato alla «Pedagogia della Speranza» de pedagogista brasiliano Paulo Freire, il programma interroga il presente: quali competenze servono per comprendere una realtà segnata da algoritmi e flussi digitali? Come integrare cultura tecnico-scientifica e formazione umanistica? E come rendere il museo uno spazio dialogico e partecipativo?

Public Program e Palazzo della Ragione: nasce un laboratorio permanente

Cuore del 2026 sarà un ampio Public Program interdisciplinare con incontri mensili, workshop e tavole rotonde tra esperti, artisti e istituzioni internazionali. Centrale il dialogo tra arte, pedagogia e saperi del lavoro, anche grazie alla collaborazione con Fondazione Dalmine.

In estate il collettivo Fosbury Architecture trasformerà il Palazzo della Ragione in uno spazio modulabile e attivo: non solo sede espositiva, ma piattaforma di co-apprendimento. La Sala delle Capriate diventerà un laboratorio permanente dove pratiche artistiche, educative e civiche convivranno quotidianamente.

Ana Silva e Selma Selman: arte come denuncia e autodeterminazione

Due mostre nello Spazio Zero accompagneranno il programma. Dal 25 febbraio al 6 settembre l’angolana-portoghese Ana Silva presenta Eau, progetto dedicato alla crisi globale dell’acqua potabile. Attraverso il ricamo — realizzato con una rete di ricamatrici locali e artigiani angolani — l’artista intreccia memoria, cura e denuncia, rendendo visibile un diritto negato.

Dal 1° ottobre sarà protagonista Selma Selman, artista e attivista bosniaca di origine romanì, che indaga identità e gerarchie sociali e promuove l’educazione come strumento di emancipazione, anche attraverso la fondazione «Get the Heck to School».

Radio GAMeC e nuove esperienze per il pubblico

Il 2026 vedrà anche un nuovo format di Radio GAMeC dedicato alle pratiche educative contemporanee, oltre a laboratori, visite e percorsi sperimentali per rafforzare il ruolo del museo come presidio educativo sul territorio.

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