Tra guerra, violenza e soprusi, la speranza nello sguardo poetico del teatro Tascabile
L’INTERVISTA. La luce del nero, il nuovo spettacolo per gli spazi aperti del Teatro Tascabile è andato in scena in anteprima a gres art 671. Lo abbiamo visto.
Bergamo
Il buio cala su gres art 671, nell’area antistante all’entrata è stato allestito lo spazio scenico, un «ring» delimitato da una luce, nel quale si aggira un uomo vestito di bianco che raccoglie vestiti sparsi e trascina sacchi che lasciano sul terreno strisce rosse di sangue, in sottofondo si sentono echi di guerriglia, bombardamenti, spari. Poi dal buio spuntano otto figure sui trampoli vestite di nero che si muovono al ritmo del Bolero di Ravel, reggendo delle lanterne.
Comincia così «La luce del nero», il nuovo spettacolo del Teatro Tascabile di Bergamo per la regia di Tiziana Barbiero. In scena ci sono Alessia Baldassari, Ruben Manenti, Simone Noris, Alessandro Paganoni, Alessandro Rigoletti, Clara Rigoletti, Caterina Scotti, Marta Suardi e Stefano Ulivieri.
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