Gandosso, capanno di caccia dato alle fiamme e alberi tagliati. «Era un posto speciale»
IL CASO. Ignoti in azione in località Colli: nel mirino l’appostamento fisso per l’avifauna. Il titolare ha sporto denuncia, indagano i carabinieri. L’area frequentata anche dai bambini.
Gandosso
Un gesto che lascia poco spazio alle interpretazioni e ancora meno alla comprensione. A Gandosso, in località Colli, nella parte alta del paese, un appostamento fisso di caccia all’avifauna migratoria è stato dato alle fiamme e completamente distrutto, mentre cinque, sei alberi utilizzati per il posizionamento delle gabbie da richiamo sono stati tagliati.
Il fatto è avvenuto tra le 18 di lunedì 30 marzo e la notte successiva. L’affittuario del capanno, Domenico Bonassi, era stato sul posto fino alle 17 del giorno precedente: nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto di lì a poche ore. La scoperta del danneggiamento è avvenuta solo la mattina seguente. Il proprietario ha sporto denuncia contro ignoti.
L’area vandalizzata
L’area colpita non è un luogo isolato o marginale. Si trova lungo il percorso inaugurato lo scorso ottobre che collega Gandosso a Credaro, meta abituale di passeggiate e frequentato da famiglie. A pochi passi sorge l’antica santella dedicata alla Madonna di Caravaggio, punto di riferimento per chi attraversa quella zona. Un contesto che negli anni è stato curato e mantenuto con attenzione. In questo contesto si inseriva anche l’opera dell’attuale gestore. Il signor Domenico teneva in ordine l’intera area, dalla chiesetta al sentiero, fino allo spazio circostante, curato come un piccolo parco. Proprio lunedì 30 marzo aveva sistemato tutto in vista di una visita programmata per il giorno successivo con i bambini della scuola dell’infanzia.
Resta difficile, al momento, avanzare ipotesi sui motivi del gesto. L’attuale gestore, da quanto risulta, non aveva mai avuto problemi con nessuno
Proprio per questo il gesto assume un peso che va oltre il danno materiale. Non si tratta soltanto di colpire una struttura privata, ma di ferire un luogo vissuto e riconosciuto dalla comunità. Qui, infatti, trovavano spazio anche attività all’aperto della scuola dell’infanzia, che in quel tratto di bosco aveva uno dei suoi punti di riferimento.
«Un triste spettacolo»
Lo raccontano le stesse insegnanti, che in un post parlano di «uno dei nostri posti speciali», luogo di esplorazioni nella natura, merende all’aperto, letture e giochi. «Qui abbiamo trovato un triste spettacolo. Alberi abbattuti e paesaggio deturpato: un atto vandalico davvero inaspettato». E ancora: «I bambini con la tristezza negli occhi. Le maestre senza parole». Parole semplici, ma che restituiscono con precisione il senso di quanto accaduto.
Resta difficile, al momento, avanzare ipotesi sui motivi del gesto. L’attuale gestore del capanno, da quanto risulta, non aveva mai avuto problemi con nessuno e fino a lunedì 30 marzo non gli era mai stato creato alcun problema. Proprio per questo, l’accaduto appare ancora più inspiegabile.
Le indagini
Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Sarnico, intervenuti sul posto con una pattuglia per ricostruire i fatti e raccogliere le testimonianze dei titolari: ai militari dell’Arma spetta il compito di chiarire responsabilità e dinamica dell’accaduto. «Una cattiveria gratuita, non spiegabile e che si poteva evitare», è il commento che circola in paese. A cui si aggiunge la riflessione del vice sindaco di Gandosso, Manuel Belotti: «Conosco bene i cacciatori: ci vogliono anni per rendere bello un posto del genere e ore di lavoro per mantenerlo. Quando si colpiscono luoghi così, il danno non è mai solo privato, ma ricade su tutta la comunità».
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