«Il Grand Hotel di San Pellegrino nel 2030 riaprirà a cinque stelle»

TURISMO. L’ad del gruppo californiano che ha preso la gestione conferma l’operazione. Design affidato a uno studio di Parigi, lavori al via tra un anno.

«Non vediamo l’ora di concludere il progetto e riaprire il Grand Hotel. Siamo certi che, davanti a quanto realizzato, diremo: “Wow”. Ma dobbiamo procedere senza avere fretta, perché l’investimento è importante. Il progetto dovrà essere il top per l’Italia e l’albergo sarà in competizione con le principali strutture superlusso, come il Mandarin hotel di Milano».

Ebbie Nakhjavani, amministratore delegato del gruppo EKN Development, parla dagli Stati Uniti del progetto di rilancio dello storico albergo di San Pellegrino, chiuso dal 1979 e preso in gestione dall’estate 2024, quando è stato assegnato il bando indetto dal Comune.

Investimento oltre i 64 milioni

Il Ceo del gruppo con sede a Newport Beach, in California, impegnato anche in altri progetti sia negli States sia in Europa, rassicura sulla volontà di procedere con l’operazione in terra bergamasca. E indica le prossime tappe: «La parte impiantistica del progetto è stata affidata alla società Lombardini22 di Milano e, ormai, è pronta - continua -. A quel punto il progetto, per quanto riguarda il design, andrà a un importante studio di architettura di Parigi. Tutta la fase di progettazione non sarà breve, perché vogliamo realizzare qualcosa di stupefacente per l’Italia, in particolare sulla Spa». Proprio sulle caratteristiche dell’area destinata alla Spa si soffermano le riflessioni di Ebbie Nakhjavani e di Paolo Nessi, vicepresidente e socio della società italiana del gruppo, la EKN Europa: «Non sarà un Spa solo ludica - dicono entrambi - ma con caratteristiche anche curative. Abbiamo già i contatti con medici internazionali che vi opereranno».

«L’area dedicata all’acqua sarà incredibile - aggiunge il Ceo - e progettata per far arrivare clienti da tutto il mondo». La Spa all’avanguardia sarà ospitata, secondo la prima bozza del progetto, al piano seminterrato dell’hotel e prevede lo sfruttamento delle sorgenti comunali, «per le quali c’è già un accordo con il Comune», dice Nessi.

«La gestione della Spa - continua il vice presidente della società in Italia - sarà affidata a un gruppo straniero di grande livello». E, naturalmente, si guarda agli States anche per quanto riguarda la gestione complessiva dell’hotel, affidata per 99 anni al gruppo americano. «Si sta trattando con le due-tre catene alberghiere più importanti negli Stati Uniti (Marriot e Four Seasons, ndr)», dice ancora il Ceo del gruppo. Che, visti i costi da sostenere, guarda comunque con ottimismo alla sostenibilità dell’operazione. Il Grand Hotel sarà un albergo di super lusso, con prezzi di accesso ovviamente elevati. Ma il marketing non sembra preoccupare. «All’apertura, prevista per l’inizio del 2030 - dice Ebbie Nakhjavani - le camere saranno già tutte prenotate»: 118 quelle previste nella struttura.

«Imprese orobiche»

Se all’America si guarda per la gestione, alla Bergamasca si guarda, invece, per dare avvio al cantiere: «Verranno impegnate imprese del territorio - conferma Nessi -. La volontà è quella di coinvolgere il territorio nell’operazione. Ci saranno chef stellati, ma si sfrutterà tanto la cultura enogastronomica locale. Mentre gli show che saranno realizzati nel Grand Hotel arriveranno da Las Vegas». L’investimento previsto inizialmente per la riapertura del Grand Hotel (sul quale, nel corso degli anni, sono già stati realizzati interventi di primo recupero per oltre 20 milioni di euro) era di 64 milioni di euro.

«Solo a conclusione della progettazione - dice Nakhjavani - potremo però sapere la cifra esatta di quanto sarà l’investimento». Ma che, stando alle prime indiscrezioni, supererà ampiamente i costi previsti dal bando del Comune. Che contribuirà con tre milioni di euro avuti dalla Regione Lombardia, nell’ambito degli accordi di programma per lo sviluppo della cittadina.

«In Italia entro fine gennaio»

Le parole dell’imprenditore californiano confermano quindi l’impegno del gruppo nell’operazione di San Pellegrino, a poco più di un anno dall’affidamento della struttura e dopo le voci di possibili difficoltà dello stesso.

«C’è stata una mala informazione - dice ancora Nessi -. Ekn Development è impegnata negli Stati Uniti in un’ importante operazione. Il partner dell’iniziativa ha avuto un incidente aereo e l’operazione ha avuto un’imprevista battuta d’arresto. Ma ora i problemi sono risolti e ci si potrà concentrare maggiormente anche sul rilancio del Grand Hotel di San Pellegrino. Ebbie sarà in Italia entro fine gennaio».

Si resta cauti anche sulla tempistica. «A febbraio è prevista la presentazione all’interno del Grand Hotel - dice Nessi -. In quell’occasione potremo fornire maggiori particolari sullo studio di architettura impegnato nella progettazione, sui costi e la tempistica. Quello che va sottolineato è che solo Ebbie avrebbe potuto realizzare un’operazione così importante e di valore internazionale».

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