Chiesa gremita e rose bianche sul feretro, Endine piange Andrea

IL LUTTO. Una giornata di dolore per Endine. La comunità si stringe attorno alla famiglia di Andrea, morto investito da un furgone a 17 anni nella serata tra giovedì e venerdì 25 agosto.

«La felicità non è data dal numero di anni e dalla lunghezza della vita, che certo avremmo voluto per Andrea fosse più lunga. Ma è data dalla pienezza da quello che Andrea vissuto fino ad altro giorno, testimoniata dalle tante persone che sono venute qui». Così il parroco di Piangaiano Simone Pandini durante i funerali di Andrea Dellanoce.La chiesa parrocchiale di Piangaiano è gremita, sabato mattina 26 agosto. Un silenzio carico di dolore e sconforto. Incredulità. Sul feretro del ragazzo rose bianche. A pregare per lui i genitori e i parenti, gli amici.

«Andrea, questo nome significa “maschio”, nel senso di uomo maturo. Andrea non è riuscito ad arrivare età matura, ma quei progetti che coltivava, le fragilità che affrontava, le relazioni in cui era coinvolto gli hanno fatto sperimentare molti aspetti dell’esistenza. Andrea aveva sete di vita, di realizzarsi, di felicità. E a chi ha sete di vita Dio dà la fonte della vita che non finisce - ha detto il parroco -. Fra poco accompagneremo Andrea al cimitero e sembrerà che tutto sia finito. Ma Andrea è in piedi è vivo nella fede Signore risorto».

Andrea Dellanoce viveva con la mamma, Barbara Tiraboschi, e il suo compagno, Marcello Zambetti, in una casa a San Felice al Lago, affacciata sulla piazzetta, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale e dal lago di Endine. Il papà, Mauro Dellanoce vive, invece in un altro paese della Valcavallina: con lui i contatti erano meno frequenti. Gli abitanti di San Felice e di Endine ricordano Andrea come un ragazzo schivo e abbastanza solitario, ma che nonostante questo sapeva mantenere le relazioni con diversi amici: sui social qualcuno ricorda che pochi giorni fa avevano passato la giornata in piscina e tutti si erano divertiti.

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Dopo aver studiato al Patronato San Vincenzo di Endine, Andrea Dellanoce aveva iniziato a frequentare una struttura educativa di Gorle che lo stava aiutando a superare le proprie difficoltà, che non gli impedivano però di essere benvoluto e apprezzato da tutti. L’altra sera Andrea stava tornando a casa dopo aver accompagnato una conoscente: l’urto con il furgone non gli ha lasciato scampo.

La mamma Barbara, dopo che la salma del figlio è stata ricomposta nella chiesa parrocchiale di Piangaiano, non lo ha più lasciato un istante: anche lei l’altra notte ha sentito chiaramente il rumore dello schianto e, spaventata, aveva provato a chiamare il figlio sul telefonino, senza ricevere risposta. Aveva subito capito che era successo qualcosa di grave.

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