Lago d’Endine, pienone per il ghiaccio: «Ma serve attenzione»

IL GELO. Nel weekend centinaia di pattini tra Monasterolo e Spinone. Dai sindaci l’appello alla prudenza: «Fenomeno bellissimo ma pericoloso».

Ha iniziato a ghiacciare all’Epifania e probabilmente già lunedì, con le previsioni del meteo che indicano pioggia, inizierà a sciogliersi. Ecco perché già sabato centinaia di persone hanno raggiunto il lago di Endine per pattinare tra Monasterolo del Castello (molti) e Spinone al lago (pochi) mentre nessuno si è avventurato verso Ranzanico e Endine Gaiano, dove la sottile lamina di ghiaccio era circondata dall’acqua. Anche quest’anno, come succede ormai dal 2019, le amministrazioni comunali hanno puntato sulla prevenzione e sull’informazione, con una serie di cartelli appesi sulle sponde che avvisano dei pericoli.

Simone Scaburri, sindaco di Spinone, sottolinea che «la situazione nel mio paese è tranquilla, non c’è molta gente sul lago: la lastra di ghiaccio ha uno spessore di pochi centimetri e io preferisco non salirci sopra. A tutti – aggiunge – raccomando la massima attenzione perché sappiamo che si tratta di un bellissimo fenomeno atteso ogni anno, ma che le amministrazioni comunali non sono in grado di tenere sotto controllo: non possiamo conoscere né l’estensione né la tenuta della lastra e quindi ripeto sempre che si tratta di un fenomeno estremamente delicato, tanto affascinante quanto pericoloso. Da due anni – continua – abbiamo posizionato vicino al lago una pista per il pattinaggio, così le persone possono venire, camminare, fotografare il lago, e chi vuole divertirsi in sicurezza. Se proprio qualcuno vuole salire sul lago, lo faccia con la massima attenzione e prudenza».

Così, c’è chi preferisce restare sulle sponde e farsi un selfie da spedire subito agli amici, chi appoggia la punta del piede e prova a spingere per capire se avventurarsi o meno, chi invece non ha dubbi e arriva al lago con il borsone da cui spuntano i pattini da ghiaccio. «Da piccola venivo a pattinare – racconta Chiara Marilli di Bergamo – e oggi abbiamo portato alcuni amici a vedere questo lago. Ma abbiamo anche appena sentito un “crack” e preferiamo restare sulla terraferma!». Stesso approccio anche per Gigliola Nicoli e Graziana Rametti, due amiche di Casazza. «Ci salivo – racconta la prima - quando avevo 15 o 20 anni, andavo a fino a Endine senza problemi, ma adesso non me la sento». «Sempre affascinante, vero? - domanda la seconda – Per noi che abitiamo qui vicino è anche comodo: veniamo a piedi, ci facciamo una passeggiata, ma salirci sopra, secondo me, è troppo rischioso. Ha iniziato a ghiacciare appena pochi giorni fa, e secondo me non è ancora solido. Gustiamoci lo spettacolo e speriamo che non succeda niente».

Sabato mattina l’eliambulanza ha sorvolato il lago di Endine e qualcuno ha subito pensato al peggio, ma Areu non ha registrato alcun incidente: un pattinatore, che non si è accorto di una buca, si è bagnato piedi e gambe, ma per segnalare i punti pericolosi sono state posizionati mucchi di canne di bambù; nel pomeriggio, è stato pure avvistato un giovane che, in una buca, ci è entrato fino al collo per una seduta di crioterapia fai da te. «È uno spettacolo assoluto – aggiunge Davide Trapletti, a passeggio insieme alla sua bambina che vorrebbe già provare a pattinare –. Quest’anno mi sembra più contenuto del solito, limitato qui davanti a Monasterolo».

In effetti è il «cornèl» di questo paese il punto più freddo e in ombra del lago: non a caso, qui in passato c’era una ghiacciaia. «La mia compagna aveva un po’ paura a camminare sul ghiaccio – aggiunge Giuliano Maffeis di Albino – e quando ha sentito un rumore ha preferito scendere. Il lago di Endine rimane bellissimo: noi ci veniamo sempre anche d’estate per andare in sup». In caso di emergenza, da tre anni viene portata sul lago una scala a pioli collegata a un cavalletto a cui è attaccato un salvagente, ma più che altro si vedono slitte e bob con a bordo bambini piccoli trainati dai genitori e c’è chi non rinuncia a portare anche l’amico a quattro zampe. «Quando sono arrivata ho detto soltanto “wow!” – racconta Danieli Da Costa, partita da Bergamo –. È bellissimo vedere lo spettacolo del lago ghiacciato, è un regalo per tutti e voglio approfittarne prima che piova». Prima di iniziare il turno di lavoro, Elena Meni di Grone non ha resistito al richiamo dei pattini: «Ogni anno, quando ghiaccia, ne approfitto: è comodo e divertente».

Dal municipio osserva il lago anche Gabriele Zappella, sindaco di Monasterolo: «Negli ultimi dieci anni le condizioni climatiche sono molto cambiate: la fascia di lago su cui la gente si sente sicura quando sale si è progressivamente ridotta, così come i giorni di durata del fenomeno. Nelle prossime ore è prevista pioggia e se così sarà la lastra inizierà subito a sciogliersi. Per noi di Monasterolo il lago ghiacciato è un simbolo della nostra identità: chiediamo a tutti di avvicinarsi con rispetto, come succede quando si affronta un sentiero in montagna d’estate. La natura esige rispetto, e questo è l’approccio per viverla al meglio».

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