Trescore, truffa del finto carabiniere. La colf fa scattare l’arresto

IL CASO. In una villa al Canton. In cella un 42enne: fingeva di controllare se i gioielli erano frutto di rapina. Ma la collaboratrice domestica dà l’allarme.

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Trescore

La trappola volgeva già al classico epilogo: il finto rappresentante delle forze dell’ordine presentatosi a casa e pronto a sparire con i gioielli di cui il complice al telefono metteva in dubbio la provenienza. Ma stavolta nell’abitazione c’era anche la collaboratrice domestica, molto perspicace e lesta a chiamare i carabinieri veri. I quali le hanno spiegato che quella era una truffa. Questione di nemmeno un’ora e il responsabile è stato catturato ed è finito in carcere per furto in abitazione.

È accaduto venerdì 10 luglio in una villa della zona Canton a Trescore. Poco prima di mezzogiorno squilla il telefono fisso. La padrona di casa, una sessantenne, risponde e si sente dire da un fantomatico carabiniere che l’auto della sua famiglia risulta coinvolta nella rapina di una gioielleria a Bergamo. «Non si preoccupi, signora – dice conciliante la voce all’altro capo –, probabilmente la targa della vostra vettura è stata clonata. Ma noi dobbiamo comunque fare una verifica sui gioielli che ha in casa per capire se sono quelli rapinati nella gioielleria. Tra poco arriverà un nostro collega che provvederà a controllare. Lei prepari tutti gli oggetti preziosi che ha. Resti al telefono con me».

Il finto procuratore

In effetti, pochi attimi dopo al campanello suona un giovane in borghese e con un cartellino appuntato sulla camicia. Si presenta come procuratore. Ma il complice-telefonista ha commesso un errore. È probabile che alla padrona di casa abbia chiesto se con lei ci fossero marito o altri familiari. La sessantenne ha correttamente risposto di no. È una tattica dei malviventi: farsi dare il numero di cellulare di chi è presente nell’abitazione della vittima e farlo contattare da altri complici per tenerlo occupato di modo che non possa dare l’allarme.

L’arrivo dei veri carabinieri

Nella villa qualcun altro però c’è: è la colf, pure lei sessantenne e amica della padrona di casa. Il finto procuratore se la ritrova improvvisamente al cospetto. Lui cerca di proseguire imperterrito nella recita, la collaboratrice domestica invece mangia la foglia. E contatta il 112 col suo cellulare. Le vengono passati i carabinieri. «Attenta, signora, è una truffa», l’avverte il militare della centrale operativa, che poi dirama l’allarme rassicurando la donna che i carabinieri veri stanno arrivando. La colf riattacca e chiama il marito della padrona di casa, che in quel momento è in compagnia del cognato (fratello della donna). Poi, dopo aver chiuso la telefonata, dice all’amica: «Stanno arrivando». A questo punto il falso procuratore si allarma e fugge. Riesce a rubare una collana d’oro tra i gioielli che la 60enne stava mostrando. Lo intercettano un’ora più tardi nel centro di Bergamo i militari della sezione operativa del nucleo operativo radiomobile di Bergamo. È un 42enne residente in Lombardia e con sé ha ancora il collier della signora. Il monile verrà restituito alla legittima proprietaria. Il falso procuratore finirà invece in carcere.

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