Colere accoglie la vita: due nati in pochi giorni

BUONE NOTIZIE. Nel paese di mille abitanti: «Qui ci conosciamo tutti, c’è un forte senso di comunità e ci si aiuta reciprocamente».

Non hanno dubbi quando viene chiesto loro il principale motivo che li ha spinti a metter su famiglia restando nel loro piccolo paese i due omonimi neo papà di Colere, Luca Belingheri: «Qui ci conosciamo tutti, c’è un forte senso di comunità e ci si aiuta reciprocamente».

Una doppia gioia

Il paese della Valle di Scalve, che conta poco più di mille abitanti, ha vissuto nei giorni scorsi la gioia di una doppia nascita a distanza di una quindicina di giorni l’una dall’altra. Un segnale di speranza all’inizio del nuovo anno, dopo che il 2025 si è chiuso, ancora una volta, con il segno meno nel saldo demografico. Che lo spopolamento non sia un destino inevitabile per il Comune lo dice l’entusiasmo delle due giovani famiglie che hanno dato alla luce nei giorni scorsi i loro secondogeniti.

Il 29 gennaio è nato Ethan, figlio del trentaseienne Luca Belingheri e della trentatreenne Alessia Bettineschi. «È il nostro secondo figlio, dopo che due anni e mezzo fa è nata Zoe - racconta il papà -. Io sono originario di Vilminore, mia moglie di Colere: abbiamo sistemato la casa di suo nonno e siamo venuti ad abitare qui».

Servizi e lavoro non mancano

Tutti e due lavorano qui - lui all’Itema di Vilminore, lei in un’azienda di famiglia che si occupa di posa serramenti -, a conferma del fatto che in valle il lavoro non manchi. «Ma anche i servizi essenziali a Colere ci sono: banca, posta, asilo, scuola primaria ed oratorio. Certo, magari non trovi il cinema o la piscina, ma a noi non interessano: vedere la Presolana e la sua natura quando apriamo le finestre, anziché traffico e palazzi, conta di più».

«Nessun problema di sicurezza»

Il vero plus della vita a Colere, per Luca, è «il fatto che in paese ci conosciamo tutti e non ci sono problemi di sicurezza come nelle città. Qui possiamo lasciare la casa sempre aperta. E se hai bisogno di una mano, sai che trovi sempre qualcuno disponibile ad aiutarti».

«Sappiamo che se suoniamo a un campanello riceviamo aiuto, cosa che probabilmente non succede nelle città o nei grossi paesi»

Insomma, Colere per lui è «il posto ideale dove crescere i miei figli». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’omonimo papà di Ambra, che è nata il 13 febbraio e si trova ancora all’ospedale di Esine con la mamma Erika Lazzaroni.

«Mai pensato di spostarmi»

«Non ho mai pensato di spostarmi: sono nato qui e voglio restare anche con la famiglia al mio paese - afferma il trentatreenne, che ha già una figlia di cinque anni, Anna -. Viviamo immersi nella natura. Certo, se hai bisogno di fare una visita devi mettere in conto di fare una ventina di chilometri, ma siamo abituati. In compenso, viviamo in una comunità molto unita, dove se hai bisogno c’è sempre qualcuno che ti aiuta. Sappiamo che se suoniamo a un campanello riceviamo aiuto, cosa che probabilmente non succede nelle città o nei grossi paesi, dove spesso non si conoscono nemmeno le persone che vivono nello stesso palazzo».

Erika è originaria di Bueggio, frazione di Vilminore, Luca è colerese doc. Anche nel loro caso, entrambi lavorano in valle: «Io faccio l’operaio in un’azienda metalmeccanica di Vilminore, lei in un’azienda di Schilpario che fa prodotti elettronici. A un giovane consiglierei di venire qui a fare famiglia - conclude Luca -. Certo, non se vuole avere tutto a portata di mano e se ama andare in discoteca. Ma se si accontenta di una vita semplice, questo è il posto ideale».

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