Ad Alzano «notte di urla e risate». Trovata una bomboletta

LA SEGNALAZIONE. In piazzale Protezione volontaria civile, un residente: pericolose per chi le usa e noi svegliati dagli schiamazzi.

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Alzano Lombardo

Dopo Clusone anche ad Alzano, domenica mattina 25 ottobre, un residente ha trovato una bomboletta di protossido di azoto abbandonata in piazzale Protezione volontaria civile: «Non sapevo come venissero utilizzate, poi ho letto su L’Eco che i ragazzi usano il gas esilarante per sballarsi e che ne sono state trovate diverse a Clusone. Io ne ho vista una stamattina nel passaggio pedonale che porta alla sede degli Alpini, una zona che di sera e di notte è frequentata da gruppi di ragazzini e “maranza” che in passato sono arrivati anche a lanciarsi bottiglie di vetro in mezzo alle auto parcheggiate. Stanotte (tra sabato e domenica, ndr) verso le 4 sono stato svegliato da urla e risate, poi alle 9 quando sono uscito ho trovato la bomboletta abbandonata. Sono preoccupato perchè, oltre ad essere pericolose per chi le utilizza, gli effetti che danno fanno perdere ai ragazzi il senso del tempo e dello spazio, con il risultato che i loro schiamazzi impediscono il sonno a chi abita in quelle zone. So che altre bombolette sono state trovate nel parcheggio della Teb e tra le piscine e il parcheggio pedonale che porta alla sede degli Alpini. Purtroppo lì ci sono due cancelli temporizzati che dovrebbero chiudersi la sera ma che in realtà non funzionano e restano aperti, con il risultato che vengono frequentati da persone poco raccomandabili. Io stesso, quando porto fuori il cane, evito di passarci o mi metto d’accordo con altri vicini per andare insieme».

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Le bombolette di protossido sono ormai diffuse nella nostra provincia: oltre ai recenti ritrovamenti a Clusone e Alzano, i carabinieri ne hanno sequestrate venti a un 19enne di Verdello a fine settembre, una era stata trovata in un parco a Osio Sotto a metà settembre e a Carvico ne sono state sequestrate un centinaio tra gennaio e agosto, tanto da aver spinto il sindaco a emanare un’apposita ordinanza.

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