Bratto, la «Pasticceria Presolana» chiude (forse) dopo 55 anni

LA DECISIONE. Da domenica il negozio è chiuso per pensionamento, e Aronne Masseroli è stato investito in questi giorni da tantissimi messaggi di affetto.

I suoi pasticcini, i bigné giganti, i baci di dama, il Monte Bianco e i brutti ma buoni della Presolana erano una coccola per cittadini e turisti che in 55 anni hanno scelto la «Pasticceria Presolana» di Bratto e le creazioni artigianali di Aronne Masseroli.

Da domenica il negozio è chiuso per pensionamento, e tutto quell’amore e passione concentrati nelle sue creazioni dolci e salate è tornato al mittente: Aronne è stato infatti investito in questi giorni da tantissimi messaggi e dimostrazioni di affetto.

«Ripensaci Aronne»

Sulla vetrina della pasticceria, ora vuota, sono state messe decine di post-it gialli con sopra scritti messaggi sinceri, dai semplici «Grazie» e «Grazie per aver allietato le nostre giornate con le tue prelibatezze», al rincrescimento dei «Peccato. Abbiamo tutti bisogno di tanta dolcezza», fino alle richieste di tornare sui suoi passi come «Ripensaci Aronne» e i saluti sui social e le lunghe lettere corredate di foto ricordo.

«Un grazie anche alla mia famiglia»

«Sono commosso, non mi aspettavo così tanto affetto – confida Aronne, che in passato è stato presidente del Corpo Volontari Presolana e anche consigliere comunale –, vorrei ringraziare uno ad uno ogni cliente, ma è impossibile e quindi grazie davvero a tutti. Un grazie anche alla mia famiglia».

Papà Giovanni Masseroli, originario di Pradalunga, aprì il negozio di Bratto nel 1970 dopo diverse esperienze. Dopo anni come apprendista nelle botteghe di Milano, con alcuni colleghi aveva avuto un ruolo importante anche nella pasticceria Balzer a Bergamo

Domenica è stata una gara tra i clienti: alle 11,15 in negozio non c’era già più nulla. «È come se avessero voluto portarsi a casa un ultimo ricordo – confida il pasticciere, commosso –. Chiudere è stato difficile perché la mia vita è legata alla pasticceria, una storia lunga, di famiglia». Papà Giovanni Masseroli, originario di Pradalunga, aprì il negozio di Bratto nel 1970 dopo diverse esperienze. Dopo anni come apprendista nelle botteghe di Milano, con alcuni colleghi aveva avuto un ruolo importante anche nella pasticceria Balzer a Bergamo, poi aveva aperto un negozio ad Albino con un socio e all’inizio degli anni ’60 la pasticceria in piazza della Rocca a Clusone, poi un laboratorio in via Gorizia (sempre a Clusone) che riforniva le rivendite e un negozio a Castione della Presolana. «L’attività era cresciuta – racconta – e a un certo punto papà decise di tenere solo la pasticceria di Castione e di aprire nel giugno del 1970 a Bratto».

Aronne, che ora ha 65 anni, è entrato ufficialmente in pasticceria dopo le medie «ma sono cresciuto qui – dice –, ricordo che da piccolo dovevo mettere un secchio sotto i piedi per arrivare al banco. In tanti anni molto è cambiato, ma abbiamo sempre proposto la pasticceria tradizionale, artigianale, dai pasticcini alle torte e alcuni classici nostri come i brutti ma buoni della Presolana, il Monte Bianco e altri dolci».

Tanti ricordi, soddisfazioni e anche un po’ di nostalgia, ma anche ottimismo verso il futuro. «Sono contento perché c’è una persona interessata all’attività, non rivelo chi, ma potrei accompagnarla nel delicato periodo di passaggio» confida Masseroli. Per l’amministrazione, la sindaca Samantha Tagliaferri auspica «che ci sia qualcuno che voglia portare avanti quello che ha creato Aronne. A lui auguro un futuro sereno e di tranquillità, la sua pasticceria era un punto di riferimento per chi voleva concedersi una coccola dolce».

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