Colere senza sci va in «letargo» per una stagione

Valle di Scalve. Attività penalizzate per lo standby del piano di rilancio degli impianti. Ma c’è fiducia: si farà.

I caschi nuovi sono ancora negli scatoloni, dietro agli espositori carichi di giacche tecniche. Caschi da sci, ma quest’anno qui non si scierà: la vecchia seggiovia Carbonera-Polzone è smantellata da mesi e la nuova ovovia con cui sostituirla – primo passo del maxi progetto di rilancio del comprensorio targato Rs Impianti, la società che ha vinto il bando di project financing per l’ammodernamento e la gestione degli impianti di risalita – non si può installare. Ancora non ci sono tutti i permessi necessari, ancora non è stata bandita la gara europea per reclutare il direttore lavori. Inverno perso, non si scia.

Intanto Giada Belingheri, titolare del negozio «Ok Sport» avviato ne 1979 dai genitori Aurelio e Alma, rimane con un pugno di caschi in mano, oltre a tute da sci e attrezzature varie «che avevo comprato in previsione di una stagione garantita – afferma –: questo materiale va ordinato anche con 8 mesi di anticipo, ho qui merce per 7-8mila euro, strettamente legata allo sci, che non potrò vendere e non posso rendere».

Tante telefonate e domande

Fortunatamente in negozio c’è altro: abbigliamento casual a partire dal bambino all’adulto, «si vende comunque per la nostra gente, ma per il resto...» prosegue la negoziante 34enne che si dichiara anche «un po’ stanca di fare da ufficio informazioni». Capita che, a Colere, finora nessuno si sia ufficialmente sbilanciato sull’imminente stagione «e così tanti mi telefonano chiedendo che ne sarà, e io non so cosa rispondere, perché una risposta ufficiale non c’è».

Ma siamo al 15 novembre e mentre nel confinante Castione, sulla pista al Passo della Presolana, sono già pronti i cannoni sparaneve, qui in Carbonera è il deserto: facile prevedere che quest’anno si salti il giro. Un giro che potrebbe riprendere dalla prossima estate, come spiega l’assessore ai lavori pubblici Ruggero Piantoni: «Una cosa è sicura – afferma –: il futuro, lì agli impianti, è garantito. La Rs Impianti è già concessionaria e partner del Comune nel progetto di rilancio, gli impianti nuovi ci sono già, da montare, Massimiliano Belingheri (banchiere di Colere amministratore delegato di Banca Farmafactoring con base a Londra, ndr) è persona affidabile, ha già investito parecchi soldi sull’impianto di innevamento e il bacino di approvvigionamento. Sono i tempi tecnici ad andare a rilento» dice laconico ricordando che «a questo tavolo ci sono ben 12 enti in ballo». E aggiunge che «i lavori si faranno: la previsione ottimistica è che si possano eseguire entro la prossima primavera e si salvi così l’estate 2023».

Ci spera fortemente Alex Belingheri che con altri giovani della valle lo scorso anno ha aperto una società di noleggio di e-bike, la Scalvebike. «Il 2021 è andato bene – tira le somme –, ora abbiamo deciso di acquistare 10 mountainbike, con due punti di noleggio a Colere e Schilpario, e stiamo cercando di collaborare con la società degli impianti per realizzare percorsi in quota per e-bike, speriamo che per la prossima estate sia attivo almeno il primo troncone, l’ovovia, per poter allargare il nostro bacino d’utenza anche sul fuori strada».

I giovani che resistono

Lungo la strada principale che taglia in due il paese, oltre la Cooperativa di consumo, una delle ultime rimaste in provincia, ecco il Municipio, l’ufficio della Pro loco e i bar con i loro clienti «locali» ai tavolini. Al bancone c’è Erica Maj che a 23 anni, lo scorso mese di marzo ha detto addio al lavoro in un albergo di Castione e ha rilevato la gestione del Bar Cimaverde. «Quest’estate abbiamo lavorato molto, ma ora il fatto che non aprano gli impianti, per me che ho appena iniziato, è una pessima cosa – spiega –: addio colazioni dei villeggianti e aperitivi dopo la giornata sulle piste».

Apertivi e pizze in compagnia che anche al Pub Bucaneve caleranno in modo evidente, quest’inverno. Franco Abati, che è anche maestro di sci, ne è il titolare: «Se la domenica arrivavano duemila sciatori, è logico che qualcuno si fermava da noi per la serata: ne risentiremo» così come gli ostelli Gardenia e 4 Matte e l’unico albergo, il Plan del Sole all’arrivo della prima seggiovia. «Il progetto di rilancio – dice Abati – è ottimo, ma va fatto. Ora che invece è fermo, accetti quel che viene, per quest’anno le piste resteranno chiuse, ma guardiamo avanti: l’importante è che si faccia qualcosa, altrimenti i nostri giovani andranno tutti via». Le storie della giovane barista Erica, di Giada Belingheri e di Alice Picenni che ha rilevato il negozio di fotografia dal papà, lo dimostrano: sono rimaste investendo sul loro paese. Ma con qualche turista – sciatore – in più, è decisamente meglio.

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