Covid, chiesta l’archiviazione per Fontana e altri 12

CORONAVIRUS. Le conclusioni della Procura bresciana, depositate martedì 18 luglio al Tribunale dei Ministri di Brescia, per l’inchiesta di Bergamo sulla gestione della prima ondata. Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola giovedì 20 luglio.

Archiviare il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’ex assessore al Welfare Giulio Gallera e gli altri 11 indagati per la gestione della prima ondata di Covid in Valseriana. Sono le conclusioni della Procura bresciana, depositate martedì 18 luglio al Tribunale dei Ministri a Brescia chiamato a decidere sulle posizioni del Presidente della Lombardia, di Gallera e di una serie di tecnici, tra i quali il bergamasco Franco Locatelli – presidente del Consiglio superiore di Sanità – e i romani Agostino Miozzo, Silvio Brusaferro e Claudio D’Amario con l’ex capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, accusati di epidemia e omicidio colposi nell’inchiesta di Bergamo. Le posizioni di Fontana e degli altri 12 erano state trasmesse dalla Procura bergamasca per una questione procedurale.

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Secondo i pm bresciani, in estrema sintesi, l’epidemia colposa non si configura in quanto, anche sulla scorta della recente giurisprudenza, è un reato commissivo mentre nel caso di specie sono state contestate omissioni. Omissioni che per altro non sono state ravvisate nel parere dei pubblici ministeri, in quanto nei giorni precedenti la chiusura totale dell’Italia, con il lockdown decretato dall’ex premier Giuseppe Conte, erano arrivate proposte e ci si era attivati per cercare di contenere la diffusione del virus.

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Il verdetto al Tribunale

Ora la parola passa al Tribunale dei Ministri che lo scorso 7 giugno ha già archiviato le posizioni dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza. Per i giudici manca la prova che l’istituzione della zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro avrebbe potuto evitare oltre 4 mila morti. E il nesso di causalità tra decessi e l’assenza di una misura per isolare i due comuni è stata «una mera ipotesi teorica sfornita del ben che minimo riscontro», così come è impossibile ritenere che il piano pandemico del 2006, non applicato, fosse adeguato per affrontare la situazione di emergenza che era «di assoluta novità».

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