Finto carabiniere truffa una donna di 88 anni ad Albino, ma finisce in carcere
IL RAGGIRO. Era sola in casa, il 43enne le ha rubato monili e 120 euro Catturato perché altri anziani avevano segnalato la sua auto.
Lettura 1 min.Albino
Niente telefonate, stavolta. Il finto carabiniere ha bussato direttamente alla porta di una donna di 88 anni, millantando fantomatiche verifiche patrimoniali. Con questa scusa è riuscito a confondere l’anziana, in quel momento sola in casa, e a fuggire con monili e 120 euro. Per sua sfortuna però altri anziani avevano segnalato episodi simili ai veri carabinieri che, tramite le telecamere di lettura delle targhe, sono riusciti a intercettare l’auto del malvivente e a bloccarlo. Il 43enne, catanese di Acicatena, è finito in carcere per truffa aggravata su disposizione del pm Giancarlo Mancusi. Nelle prossime ore, assistito dall’avvocato Ulisse Plebani, sarà sottoposto a interrogatorio di convalida dell’arresto.
Come è stata organizzata la truffa
L'episodio è accaduto alle 11.30 di martedì ad Albino. L’uomo, in abiti civili, si è presentato all’abitazione della pensionata, inaugurando così una nuova tecnica nell’ampio spettro delle truffe agli anziani. Agli albori del fenomeno erano finte compagnie del gas che telefonavano a casa delle vittime per annunciare l’arrivo di addetti al controllo dei contatori. Un escamotage per introdursi nell’abitazione e far sparire gioielli e denaro. Recentemente i telefonisti, che hanno basi per lo più in Campania, si fingono carabinieri e raccontano di rapine in cui risulta coinvolta l'auto della vittima, probabilmente dopo la clonazione della targa. «Per scrupolo dobbiamo controllare se i gioielli che avete in casa coincidono con quelli rapinati, arriverà un nostro collega a verificare», spiegano prima di spedire a domicilio il complice.
Martedì invece il 43enne è comparso senza preavviso. L’88enne, presa alla sprovvista, ha aperto e l’ha fatto entrare. Lo stesso deve aver fatto in precedenza con altre vittime. Alcune delle quali, insospettite, hanno telefonato al 112 segnalando l’episodio e descrivendo l’auto su cui si era allontanato il truffatore.
I carabinieri, tramite le telecamere di posizionate sulle strade, hanno individuato la vettura, una Citroen C3 noleggiata, e ne hanno diramato la descrizione ai colleghi. I militari della stazione di Gandino l’hanno bloccata pochi minuti dopo l’uomo, già arrestato per furto a settembre e a dicembre 2025, era da solo e nell’abitacolo, oltre al bottino razziato all’anziana di Albino, c’era altra refurtiva. Inoltre sul suo cellulare continuavano ad arrivare messaggi del tipo «Allora, vai?», probabilmente opera di un basista impegnato a chiedere conferme su altri colpi da mettere a segno e che l’autore s’è premurato di cancellare subito non avendo ricevuto risposta rapida. Un accorgimento usato da queste bande: se il galoppino non replica in fretta, può essere che qualcosa sia andata storta. Come in effetti è capitato al 43enne finito in manette martedì.
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